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di Cesare Giuzzi


Corriere della Sera, 24 agosto 2020

 

Il 42enne, di origine algerina, era in attesa di essere fotosegnalato quando si è impiccato con la maglietta alla sbarra della finestra. Inutili i soccorsi. Era nella camera dei fermati della Questura in attesa di essere fotosegnalato dopo essere stato fermato per un controllo. Un'operazione di routine che viene eseguita dagli agenti decine di volte ogni giorno. Ma quando i poliziotti sono tornati nella sala d'attesa per il fotosegnalamento per accompagnarlo al laboratorio dei tecnici lo hanno trovato impiccato con la maglietta alla sbarra della finestra. L'uomo, un 42enne algerino, è stato subito soccorso dal 118 intervenuto con un'ambulanza e un'automedica. Nonostante le manovre di rianimazione proseguite per diversi minuti, per la vittima non c'è stato nulla da fare.

Tutto è avvenuto intorno a mezzogiorno di domenica 23 agosto.

La chiamata al 118 è partita dagli uffici di via Fatebenefratelli alle 12.09. La vittima era stata fermata da una volante in via Felice Casati a porta Venezia insieme a un marocchino di 23 anni. I due stavano armeggiando intorno a un'auto in sosta e per questo erano stati fermati. Una vicenda quasi banale per gli standard della microcriminalità milanese che si sarebbe quasi certamente conclusa sono una denuncia a piede libero per tentato furto e i due sarebbero stati subito rilasciati al termine del forosegnalamento. Solitamente la zona della camera dei fermati è interessata da un continuo viavai di agenti e "sospettati".

La domenica agostana però avrebbe molto limitato questo flusso e la vittima ha così approfittato di un momento di solitudine per compiere l'estremo gesto mentre era nella camera dei fermati. Sono comunque in corso i rilievi della Scientifica e del personale della Questura, coordinati dalla Procura, per stabilire l'esatta dinamica di quanto accaduto.