di Andrea Siravo
La Stampa, 30 dicembre 2022
Sono stati tutti ripresi i sette giovani evasi dal carcere minorile Cesare Beccaria. Gli ultimi due, un diciottenne e un diciassettenne, sono stati rintracciati e arrestati nella tarda mattinata di giovedì 29 dicembre in provincia di Monza Brianza. Erano insieme in un appartamento di un loro conoscenti quando gli agenti del Nucleo investigativo regionale della polizia penitenziaria. I due giovani, uno con precedenti per rapina, l’altro per spaccio di droga, erano compagni di cella al Beccaria e - dalle indagini - sarebbero rimasti sempre insieme in questi quattro giorni di latitanza. Ora il maggiorenne comparirà davanti al giudice per le direttissime di Monza mentre l’altro davanti al tribunale per i minorenni di Milano.
Il quinto evaso rintracciato, il diciannovenne nato a Pavia ma residente nel Comasco, in carcere per maltrattamenti in famiglia, si era costituto la sera prima in Questura a Milano. Dopo il giudizio per direttissima dove è stato convalidato l’arresto, eseguito dalla Squadra mobile, il ragazzo ha già patteggiato in accordo con il pm di turno una pena a dieci mesi di reclusione per evasione. Gli altri quattro compagni di fuga, chi catturato dalle forze dell’ordine, chi si è consegnato di sua spontanea volontà, erano stati già rintracciati nei giorni scorsi.
“Ringrazio chi ha collaborato, a partire dalla Polizia Penitenziaria, dal Nic, dalle altre Forze dell’ordine e da quanti si sono adoperati in questi giorni - ha commentato il senatore leghista, Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia con delega al trattamento detenuti e agli istituti minorili. Ora l’impegno deve essere profuso per chiudere il prima possibile il cantiere interno all’Istituto e per garantire che l’esecuzione della pena per i minori sia dignitosa, punti alla rieducazione e non abbia solo le forme di un castigo”.
È stata proprio la presenza del cantiere “senza fine” ad agevolare l’evasione plateale dei sette. Erano in cortile per l’ora d’aria in dodici quando uno di loro ha distratto l’unico agente della penitenziaria, in servizio per la sorveglianza. Approfittando del diversivo, i sette sono riusciti a rimuovere la paratia di legno che copriva il ponteggio e a saltare dall’altra parte, in un campetto da calcio in disuso.
Da lì, con l’aiuto di un lenzuolo che si erano portati dietro, hanno provato a superare il muro di cinta. Uno soltanto di loro ce l’ha fatta, poi il lenzuolo si è strappato. Gli altri hanno seguito il piano B: si sono diretti sull’altro lato del campo, hanno rimosso ancora un’altra copertura in legno e hanno saltato con facilità la recinzione più bassa delle mure perimetrali.









