di Giovanna Sciacchitano
Avvenire, 13 settembre 2024
Milano farà da apripista per lavori di pubblica utilità in alcune direzioni del Comune destinati ai minorenni autori di reato. Un passo importante che ha visto ieri la firma della convenzione fra il Comune e il Tribunale per i Minorenni di Milano alla presenza degli assessori Alessia Cappello (Sviluppo economico e Politiche del lavoro), Lamberto Bertolè (Welfare e Salute) e della presidente del Tribunale per i Minorenni Maria Carla Gatto. “Con questo protocollo - ha dichiarato l’assessora Cappello - il Comune di Milano si impegna a collaborare con il Tribunale per i Minorenni per offrire ai giovani che hanno commesso reati nuove e concrete opportunità di lavoro di pubblica utilità, come alternativa alla detenzione”.
Nato da una proposta dei consiglieri Alessandro Giungi e Daniele Nahum, il progetto sarà realizzato in alcune sedi in cinque direzioni (Giovani e Sport, Cultura, Servizi Civici, Ambiente e Verde e Welfare e Salute). Al momento le posizioni prevedono l’inserimento di sette minori, ma in futuro il numero potrebbe crescere. Ci sarà un educatore professionale accanto ai ragazzi e alle ragazze che svolgeranno attività di supporto al lavoro del personale comunale.
Tra le sedi dei lavori ci sono alcuni centri diurni per disabili, dove i ragazzi e le ragazze in corso di recupero saranno di supporto agli operatori per attività di intrattenimento, piccola manutenzione e logistica. Saranno impegnati anche al Museo di Storia Naturale, all’interno del quale si occuperanno dell’inventario e catalogazione, oltre che di lavori di manutenzione e botanica; nel Laboratorio Agrozootecnico Rinnovata Pizzigoni potranno mettersi alla prova nel supporto alla cura degli animali e delle piante. Al Museo Botanico di Villa Lonati e di Comunemente Verde, dove hanno sede le serre comunali, i ragazzi si avvicineranno alle prime operazioni di pulizia. Infine, al Cimitero Monumentale si occuperanno della manutenzione ordinaria e del supporto nell’organizzazione dei servizi.
“In tutte le carceri minorili italiane sono detenute 580 persone - ha aggiunto l’assessore a Welfare e salute - erano 380 un paio di anni fa. Quindi il numero è in aumento e i minori denunciati in Italia sono circa 20mila. La messa alla prova diventa cruciale perché mette al centro il minore che ha commesso il reato e la sua responsabilizzazione. Fino a che non riusciremo a superare il paradigma che vede nel carcere l’unica modalità di scontare la pena non riusciremo a dare risposte di qualità al tema dell’obiettivo rieducativo. Il sovraffollamento si risolve facendo funzionare una giustizia di comunità e le attività di riparazione sono molto importanti”.
Per la presidente del Tribunale dei minorenni, Gatto, il progetto sottoscritto ieri dà concretezza alla funzione rieducativa della pena. “Questa sperimentazione dà grandi opportunità - ha commentato. La convenzione deve consentire al giovane di acquisire consapevolezza del disvalore sociale dell’attività illecita che ha commesso e valorizzare la funzione riparativa della pena offrendo formazione e quindi un’attività lavorativa. A Milano abbiamo già firmato una convenzione con il Coni e il Centro sportivo italiano. Un ragazzo inserito ha concluso bene il suo percorso di 240 ore e ora intraprenderà un’attività lavorativa”. Un seme di speranza che potrà essere replicato.










