sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Corriere della Sera, 6 febbraio 2025

L’appuntamento il 17 febbraio a Roma in occasione del Giubileo degli artisti e del mondo della cultura. I detenuti del reparto La Nave di San Vittore canteranno per papa Francesco, a Roma, in occasione del Giubileo degli artisti e del mondo della cultura. Si tratta di un evento con pochi precedenti, possibile grazie all’impegno della Polizia penitenziaria, delle Direzioni delle carceri, dei Provveditorati coinvolti e della Magistratura. Una decina di detenuti canterà all’interno di un coro di cinquanta elementi che comprende persone impegnate nel volontariato all’esterno e all’interno del carcere, persone ex detenute e ora libere o in affidamento e pazienti del SerD. Il coro è coordinato e promosso dall’Associazione Amici della Nave Odv con la partecipazione di giovani artisti del Cpm Music Institute fondato da Franco Mussida, a sua volta impegnato da anni come volontario a portare la musica negli istituti di pena. L’iniziativa è in programma lunedì 17 febbraio a Cinecittà: prima volta di un Pontefice negli studi, dove oltre al coro incontrerà una delegazione di artisti rappresentativi di diversi contesti geografici e culturali.

Della formazione che canterà per il Santo Padre faranno parte, oltre ai giovani del Cpm Music Institute, due realtà che l’associazione coltiva in parallelo: il coro la Nave di San Vittore attivo all’interno del carcere e il coro Amici della Nave di San Vittore all’esterno, in un’ottica di continuità e di ricostruzione di relazioni attraverso la musica e la collaborazione con il SerD di Milano. Il nome dell’Associazione e dei Cori fa riferimento al reparto La Nave, esistente dal 2002 nella casa circondariale milanese e tuttora gestito dalla Asst Santi Paolo e Carlo per la cura e il trattamento avanzato di persone detenute con problemi di dipendenza.

L’incontro è organizzato dal Dicastero della Cultura e dell’Educazione della Santa Sede guidato dal prefetto cardinale Josè Tolentino de Mendonça, in collaborazione con il Ministero della Cultura italiano e Cinecittà Luce SpA. Nasce dalla volontà di “dare continuità e sostanza al dialogo aperto attorno ai temi del recupero e della re-inclusione sociale, che il Santo Padre ha alimentato anche attraverso l’apertura di una Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia perché sia simbolo che invita a guardare all’avvenire con speranza e con innovato impegno di vita (papa Francesco, Spes non confundit)”.

“Come presidente dell’associazione Amici della Nave OdV - è il commento di Eliana Onofrio - esprimo la più grande riconoscenza per questa grande opportunità e per l’attenzione sempre riaffermata da parte del Santo Padre rispetto ai temi del recupero e dell’inclusione: per noi il massimo incoraggiamento possibile a impegnarci ancora di più in questo percorso. Lo stesso sentimento esprimo naturalmente a nome di tutti i nostri volontari e tutte le volontarie, dei ragazzi che incontriamo ogni settimana in carcere grazie alla collaborazione con l’équipe di Asst Santi Paolo e Carlo nel reparto La Nave, di quelli che vengono a cantare con noi dal SerD, dei tanti che in questi anni abbiamo conosciuto in difficoltà e che oggi sono liberi”.

“Nell’ambito della sezione a trattamento intensificato - sottolinea la Direzione della Casa circondariale di San Vittore in una nota - l’attività del coro è parte integrante del percorso rieducativo, affiancando il programma terapeutico e il lavoro di consapevolezza del sé. E diverse sono state le pregresse opportunità che hanno reso possibile le esibizioni del coro in ambiti esterni all’istituto. A maggior ragione l’attuale invito legato al Giubileo voluto dal Santo Padre, da sempre fortemente sensibile alle problematiche delle carceri, rappresenta non solo una preziosa occasione trattamentale ma una ulteriore conferma di come la cultura possa essere un ponte tra carcere e società, favorendo percorsi di riscatto e cambiamento”.

“L’invito a partecipare al Giubileo degli artisti e del mondo della cultura a Roma, alla presenza di Papa Francesco - dichiara Dario Laquintana, direttore sociosanitario di Asst Santi Paolo e Carlo - è una testimonianza del valore e dell’impegno profuso dall’associazione Amici della Nave OdV nel corso degli anni. Il lavoro svolto dal coro La Nave di San Vittore e dal coro Amici della Nave di San Vittore è un esempio straordinario di come la musica e l’arte possano essere strumenti di inclusione e riabilitazione. Questo riconoscimento non solo sottolinea l’attenzione del Santo Padre verso la realtà delle carceri, ma anche l’importanza delle attività svolte dalle équipe di Asst Santi Paolo e Carlo, con il supporto dei volontari e delle volontarie”.

“La musica - aggiunge Franco Mussida, presidente Cpm - non è nata solo come un’arte che offre spettacolo. È un mezzo di concordia, di compagnia, di crescita armonica e consapevole della persona. La sua natura vibrante ci racconta com’è fatto il nostro cuore, ci indica la via per una ecologia dei sentimenti. È quella che nella nostra scuola chiamiamo l’Altra Musica. Gli allevi del Cpm Music Institute di Milano, che opera dal 1987 in luoghi di disagio e nel carcere di San Vittore, sono una testimonianza concreta di questa visione”.