sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

 

Agi, 1 gennaio 2015

 

Presidio di fine anno davanti a Palazzo Marino per richiamare l'attenzione del sindaco Giuliano Pisapia sul problema delle carceri. Il radicale Lucio Bertè, già Consigliere regionale dal 2003 al 2005, è stato davanti alla sede del Comune dalle ore 18 di ieri fino alle prime ore del 2015, "nel nome di ogni Detenuto Ignoto, per ricordare al Sindaco il suo dovere di intervento". L'esponente radicale lo annuncia in una nota nella quale ricorda che "l'allarme lanciato dai medici penitenziari impone ai sindaci di intervenire come ufficiali del governo in materia di prevenzione sanitaria contro i rischi di epidemia per la popolazione generale".

Intanto Bertè è impegnato a fianco di Marco Pannella nell'azione nonviolenta "Satyagraha di Natale" per far ristabilire subito, con amnistia e indulto, la legalità della Repubblica, come chiesto dal Presidente Napolitano, da Papa Francesco e dal Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria che a luglio ha ispezionato le nostre carceri. Con il presidio di oggi l'Associazione radicale 'il detenuto ignoto', intende chiedere conto al sindaco della "mancata attuazione, da tre anni, della delibera per verificare le condizioni di salute dei detenuti e l'abitabilità delle singole celle nelle carceri milanesi".

Dal marzo scorso, il Presidente della Società italiana di medicina e sanità penitenziaria (Simspe) ha lanciato l'allarme per il rischio di epidemie per la popolazione generale a partire dalle carceri e ha dichiarato: "i dati ufficiali sottostimano la situazione effettiva. È una vera e propria emergenza, perché la tutela della salute nelle carceri è un problema di salute pubblica, in quanto si traduce sull'intera collettività".

La necessità di dati certi è confermata anche dal Cosp (Coordinamento Sindacale Penitenziario), mentre a dicembre 2014 il Si.Di.Pe. (Sindacato dei Direttori Penitenziari) - nonostante il criterio dei 3 mq netti/persona stabiliti dalla Cassazione penale nel febbraio 2014 - rammenta che il Dap considera i 9 mq/persona di tutti i regolamenti edilizi comunali, fissati sulla base di norme di igiene vincolate alla fisiologia umana. Comunque è violato il diritto di ciascun detenuto ad un "trattamento individualizzato" per conseguire gli obbiettivi educativi previsti dalla Costituzione. "I Sindaci sono avvisati - scrive Bertè - ed ora hanno il dovere di sventare il pericolo come Ufficiali del Governo, per non incorrere nel reato di omissione".