di Jens Berthelsen*
La Repubblica, 1 luglio 2019
Birra Malnatt è nata dalla volontà di dare un'occasione concreta di reinserimento lavorativo e sociale ad alcuni detenuti delle carceri milanesi. Cercheremo di fare acquisire loro delle professionalità che saranno utili anche al termine della detenzione.
Di lavoro datare per Malnatt ce n'è: sono birre agricole, "a cm zero", tutti gli ingredienti sono coltivati in cascina, vicino Abbiategrasso. Ci sono i campi di orzo e frumento, anche il luppolo è una varietà selvatica coltivata e raccolta in cascina. E, visto che per fare una birra di qualità ci vogliono ingredienti di qualità, sin dall'inizio il lavoro dei detenuti sarà determinante.
Saranno infatti inseriti nella filiera di produzione, all'inizio nelle attività più "semplici" come la coltivazione dei campi o la movimentazione dei materiali, poi, via via, saranno formati in modo da essere inseriti nel lavoro del birrificio.
Abbiamo realizzato tre referenze di Birra Malnatt, come omaggio alle tre carceri di Milano. Sono ad alta fermentazione, non pastorizzate, non filtrate e rifermentate in bottiglia. Appaganti, ma non troppo complesse le ricette: c'è la Malnatt di San Vittore, chiara, di facile bevuta ma non banale, dove le note amaricanti del luppolo ben bilanciano il sapore del malto; Malnatt di Bollate è una weiss, birra di frumento, con aroma erbaceo e un gusto rinfrescante e morbido, per le occasioni speciali.
Mentre Malnatt di Opera, massima sicurezza, è una birra rossa, più strong, con aroma di frutti di sottobosco dal gusto rotondo, dove è ben percettibile il malto caramello e la liquirizia, ideale in un momento di riflessione.
*Danese, si è trasferito nel Parco del Ticino, mastro birraio










