La Repubblica, 12 giugno 2019
Turbanti colorati, realizzati dalle detenute di San Vittore. E in vendita a offerta libera, richiedendoli via mail o sulla pagina Facebook di "G05", per finanziare la ricerca sul cancro. E "La vita sotto il turbante", iniziativa lanciata ieri a Palazzo Marino, per finanziare il reparto di Ginecologia oncologica dell'Istituto dei Tumori.
È nata dalla collaborazione fra l'associazione "G05" e la cooperativa "Alice per Sartoria San Vittore": "Si tratta di un'alleanza tra donne", dice Francesca Brunati, una delle volontarie e tra i promotori dell'iniziativa. "Alleanza - aggiunge Monica Gambirasio, presidente della Camera penale di Milano - tra donne che soffrono per motivi diversi". "I turbanti sono un simbolo", aggiunge Francesco Raspagliesi, primario di via Venezian.
Ovvero, il simbolo di una battaglia di cui a volte le donne si vergognano, visto che ancora oggi molte hanno paura o ritrosia a dire di essere malate. "Per questo - sottolinea il medico - mi ha colpito il contributo di queste donne a rompere il muro del silenzio".
Alla presentazione ha partecipato il sindaco Beppe Sala. Anche lui, alcuni anni fa, colpito da un tumore: "Se vedete persone con il turbante, guardatele in modo diverso, senza pietismo - è allora l'appello di Sala - Il ringraziamento mio e di Milano vi sia di stimolo ad andare avanti".










