di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 10 agosto 2025
“Ora una guida stabile e progetti”. L’istituto per minori è tornato nel mirino dopo la nuova fase dell’indagine che ha fatto emergere pestaggi e omissioni. L’associazione Antigone: la situazione è drammatica. Valeria Verdolini, dell’associazione Antigone, parla di un “interregno post traumatico”, all’interno del quale si è “rotta la fiducia” tra i ragazzi e l’istituzione che dovrebbe proteggerli. Federico Papa, presidente della Camera penale di Milano, spiega che “siamo spaventati e preoccupati da quello che sta diventando la giustizia minorile”, e dice che “il Beccaria ha bisogno di una guida stabile e progetti a lungo termine”. A settembre dovrebbe essere nominato il nuovo direttore (o direttrice) dell’istituto minorile travolto da un’inchiesta che vede oltre 42 indagati, fra agenti penitenziari, ex vertici del carcere, medici e infermieri. Le accuse: torture, maltrattamenti, omissioni, falsi.
Pestaggi e risate - Sono tredici le accuse di tortura - le più pesanti - nei confronti degli agenti, come si legge nella richiesta di incidente probatorio firmata dalle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena e dall’aggiunta Letizia Mannella, che hanno coordinato il lavoro della Squadra mobile. Come le botte, nella primavera del 2023, al giovane I.A., portato in un seminterrato perché si taglia per il rifiuto dei poliziotti di dargli un pezzo di cioccolata, e preso a schiaffi mentre un infermiere gli somministra un farmaco contro l’asma, con un’altra divisa a fianco che “rideva”.
Nelle carte c’è la storia di S.Z,, aggredito da ben sette agenti: uno gli sputa, un altro gli dà un calcio nelle parti intime, gli dicono di lavarsi la faccia sanguinante e lo chiudono in una cella d’isolamento per dieci giorni senza materasso e lenzuola. Nel dicembre del 2022, A.C. ha i segni di uno scarpone in testa dopo un “violento pestaggio” che s’interrompe soltanto “per l’arrivo della direttrice che vedeva il detenuto a terra sanguinante e ordinava di togliere le manette”. Nel gennaio 2024 A.E.M. viene gettato a terra “e ammanettato dietro la schiena per circa quattro ore senza acqua e cibo nonostante urlasse chiedendo aiuto”. Due mesi dopo, il raid contro A.A. s’interrompe solo perché due agenti sentono le sue grida e fermano i colleghi. Quando tutti questi fatti sono avvenuti, le vittime non avevano nemmeno 18 anni. Le violenze sono legate da diversi punti in comune: una situazione problematica, una protesta, una rimostranza; il recluso che viene portato in una stanza senza telecamere; l’aggressione di gruppo, col detenuto ammanettato, spesso lasciato nudo per terra. Botte di ogni tipo. Referti falsi per mascherare i segni. E nessuno vede.
Farmaci e sovraffollamento - I fatti contestati vanno dal 2021 alla primavera del 2024. Cos’è cambiato? Oggi, riporta Antigone, il Beccaria ha un sovraffollamento del 150%. Lo scorso giugno la direttrice reggente Teresa Mazzotta, che col suo lavoro cerca di ridare normalità all’istituto, parla di 64 ragazzi per 53 posti. In 44 casi, si tratta di minori stranieri non accompagnati, con trascorsi traumatici e dipendenze da farmaci. Nell’aprile 2024, la prima tranche dell’inchiesta porta all’arresto di 13 agenti e alla sospensione di altri 8. Le indagini ricevono impulso anche dalle denunce del dipartimento per la giustizia minorile guidato da Antonio Sangermano. Dai suoi uffici partono in seguito i finanziamenti per la formazione degli agenti e il reclutamento di educatori, nonché le disposizioni per rinnovare l’intera catena di comando e le mosse per cercare di cambiare nel profondo il carcere Beccaria.
Tra luci e ombre - Il lavoro dei pm parte dalle iniziali denunce dell’ex consigliere comunale David Gentili e del garante dei detenuti Francesco Maisto. Quest’ultimo dice: “Il Dap ha messo a fuoco la necessità di riorganizzare i vertici. Ora bisogna chiarire se si sia tenuto conto della necessità di tutelare le vittime - che hanno raccontato i fatti - da possibili intimidazioni. E non abbiamo ancora risposta dal Comune alla domanda se intenda o meno costituirsi parte civile”. Dall’aprile 2024 a oggi Maisto ha segnalato altri episodi in procura: gli ultimi per presunte intimidazioni verso i detenuti. Pur sottolineando la presunzione d’innocenza, il presidente della Camera penale Papa lancia l’allarme: “Oggi i minori sono destinatari di un diritto penale ideato come punizione. Stiamo rinunciando a salvare anche i poveri ragazzi”. Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, dice: “Con questo governo c’è stata un’inversione di tendenza. Nei minorili la situazione è drammatica. I ragazzi stanno male. Si faccia luce in fretta su quello che è successo al Beccaria”.











