di Giovanni Conte
chiesadimilano.it, 15 giugno 2026
L’associazione di volontariato svolge servizi dentro e fuori gli istituti di pena, a favore dei detenuti e dei loro familiari. La presidente Luisa Bove: “Crediamo molto alle seconde possibilità e al valore del reinserimento sociale di chi ha sbagliato”. L’anniversario festeggiato con un convegno (17 giugno) e una serata di musica e convivialità (24 giugno). Compie 20 anni l’associazione “Il Girasole” Odv, nata a Milano all’ombra del campanile della parrocchia di San Vittore e impegnata in ambito penitenziario con servizi dentro e fuori dal carcere a favore di persone detenute e dei loro familiari (la sede è in via degli Olivetani 3). Per festeggiare l’anniversario sono previsti due eventi. Il primo, che si terrà mercoledì 17 giugno dalle 14.30 alle 17.30, presso la sede di Caritas ambrosiana (via San Bernardino 4, Milano), è un convegno dal titolo “La centralità della famiglia nel processo di reinserimento sociale dopo la detenzione”. Interverranno: Andrea Molteni (Area carcere e giustizia di Caritas Ambrosiana), Valeria Melca e Federica Liparoti (avvocati), Raffaella Ferrario (educatrice professionale), Silvia Rumi e Luca Villa (mediatori famigliari); modera Alessia Mazzotta, coordinatrice dei progetti del Girasole. Il convegno è aperto a tutti; agli avvocati e agli assistenti sociali saranno riconosciuti i crediti formativi (iscrizioni:
Il secondo appuntamento, in programma mercoledì 24 giugno dalle 19 alle 21 (via Santa Croce 15, Milano), sarà una serata di musica, grazie al Coro “Amici della nave” diretto da Paolo Foschini, cui seguirà un aperitivo. L’evento è aperto al pubblico, per partecipare occorre prenotarsi (
I progetti realizzati - In 20 anni il Girasole è cresciuto molto avviando sempre nuovi progetti: housing sociale per l’accoglienza di persone ammesse alle misure alternative al carcere o che possono usufruire di permessi premio. “Nel 2025 abbiamo accolto 11 persone, 8 uomini e 3 donne, per diversi mesi, e alcuni uomini in brevi permessi premiali”. Alcuni volontari offrono sostegno e aiuto ai familiari che incontrano a San Vittore nella sala d’attesa prima del colloquio con i loro congiunti, altri svolgono corsi di alfabetizzazione in diversi reparti del carcere.
Una volontaria in sala d’attesa colloqui di San Vittore assiste un familiare (crediti @ludovicasagramodo sacchetti)
Una volta alla settimana c’è la distribuzione di pacchi viveri (oltre 900) a persone in difficoltà (73 nuclei famigliari) sempre del circuito penitenziario, cui si affianca il servizio di stoccaggio di indumenti destinati al vicino istituto di pena. La psicologa del Girasole gestisce uno sportello interno a San Vittore e svolge colloqui anche sul territorio. “Fiore all’occhiello sono i percorsi di mediazione famigliare, avviati fin dal 2017 e oggi molto richiesti - assicura Bove -. I professionisti intervengono in caso di relazioni conflittuali e problemi irrisolti a seguito della detenzione e per favorire il rientro a casa delle persone a fine pena o ammesse a misure esterne”.
Diffondere una giustizia di comunità - L’associazione collabora con gli istituti di San Vittore, Opera, Bollate, Lecco e con l’Ufficio esecuzione penale esterno di Milano. Gli operatori lavorano in rete con altre realtà di settore su in progetti finanziati da enti pubblici e privati. “Noi crediamo molto al valore del reinserimento sociale delle persone che hanno sbagliato e alle quali può essere data una seconda possibilità - afferma la presidente - alla difesa della dignità e dei diritti anche di chi è ristretto, alla diffusione di una cultura che sappia abbattere stereotipi e pregiudizi, all’importanza di coinvolgere la società civile in una giustizia di comunità”.










