di Fabrizio Guglielmini
Corriere della Sera, 5 novembre 2023
La sicurezza in città e i taxi restano fra i dossier più dibattuti delle ultime settimane. E sono questi i temi che il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha affrontato a margine della deposizione della corona di fiori al sacrario dei Caduti, in occasione della giornata delle Forze armate. Sulla sicurezza “indubbiamente la situazione continua a essere delicata e so anche che bisogna fare di più, sia in termini di controllo sia anche rispetto al fatto che c’è la sensazione di uno scarso rischio da parte di chi delinque”.
Così il primo cittadino a poche ore di distanza dai due casi di accoltellamento avvenuti l’altra notte in Darsena, dove è stato ferito un 26enne a coltellate, e in Corso Como, dove i feriti sono stati due. C’è spazio per un affondo al sistema giudiziario: “Sono veramente lontano da immaginare un sistema ordinamentale della giustizia troppo aggressivo - ha detto Sala - ma così alla fine si rischia veramente poco e questo non va bene. Bisogna disincentivare gli atteggiamenti criminosi ancora prima di controllarli”. E a chi “invoca tolleranza zero rispondo “sì, e poi anche se fossero arrestati e non solo fermati, e messi in prigione, dove?” - ha concluso Sala - La realtà è che non ci sono le strutture adeguate”. Chiaro il riferimento al carcere Beccaria dove è ben noto il problema del sovraffollamento e dei lavori in corso da molti anni.
Altro capitolo di strettissima attualità il caso taxi. Premessa: l’Antitrust ha inviato una segnalazione ai Comuni di Roma, Milano e Napoli sollecitandoli ad adeguare il numero delle licenze taxi; troppo poche rispetto alle richieste dei cittadini. L’Antitrust fornisce anche delle cifre. A Milano, che conta 4.853 tassisti, il rapporto tra auto bianche e popolazione è di 3,5 licenze ogni mille abitanti. Da qui l’invito dell’organo di controllo alle amministrazioni locali: “Per superare questa grave situazione, l’Autorità sollecita i comuni ad adeguare il numero delle licenze taxi alla domanda di tali servizi, di cui una significativa parte rimane, ad oggi, costantemente insoddisfatta, spingendo l’aumento oltre il tetto del 20 per cento fissato in via straordinaria nel cosiddetto decreto Asset e adottando in tempi brevi i bandi di pubblico concorso per l’assegnazione delle nuove licenze”. Pronta la risposta di Palazzo Marino: “Nonostante una legge un po’ confusa e discutibile - replica l’assessora alla Mobilità, Arianna Censi - la rispetteremo e faremo di tutto per far sì che presto a Milano possano esserci nuovi taxi in strada”.
Le fa eco il primo cittadino: “All’Antitrust rispondo che noi stiamo facendo questa battaglia da tempo. Io confermo l’idea di lavorare su un migliaio di nuove licenze, poi si stabiliranno le formule. Un migliaio vuol dire intorno al 20 per cento e noi faremo quello”. E ha aggiunto: “Purtroppo fino a poco tempo fa le regole prevedevano di avere un’autorizzazione dalla Regione che noi non abbiamo mai avuto”.
E sottolinea che quella dell’Antitrust è una richiesta legittima perché quello del governo è un intervento straordinario, mentre quello dell’Autorità è un intervento “definitivo”. In realtà il Comune si è già mosso nell’individuare la percentuale: 20 per cento di licenze equivalgono a 971 auto bianche in più. Ma, contemporaneamente, bisogna tenere conto di quante potrebbero essere le eventuali richieste di seconde guide; quindi fino a che non ci sarà questo numero è impossibile fissare il numero finale delle nuove licenze.











