sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

monzatoday.it, 16 agosto 2025

Nel pomeriggio di Ferragosto l’europarlamentare monzese ha effettuato una visita a sorpresa al carcere minorile di Milano: ecco che cosa ha detto al termine della visita. Al termine della visita ha denunciato sui social le carenze che ha trovato all’interno dell’istituto penitenziario minorile milanese dove attualmente ci sono 66 ragazzi, per la maggior parte in custodia cautelare. Un carcere che è finito alla ribalta delle cronache nazionali per presunte violenze ai danni dei giovani detenuti. Tra i problemi maggiori c’è, come in molte altre carceri italiane, quello del sovraffollamento. “La struttura è tra le più grandi d’Italia - ha scritto Salis sui social -. In celle già anguste, alcuni dormono su materassi stesi a terra. In estate le attività sono ridotte al minimo: le giornate scorrono vuote, nel caldo asfissiante e nello sporco delle sezioni, nei passeggi sotto il sole rovente, senza praticamente nulla da fare”.

Perché i detenuti minorenni sono raddoppiati - L’europarlamentare monzese accusa il Governo Meloni dell’attuale stato delle carceri minorili (ma non solo) in Italia spiegando che negli ultimi anni “il numero dei detenuti negli istituti penitenziari minorali è passato da 392 detenuti a 611, con un incremento del 55%. Una crescita senza precedenti, voluta politicamente e non giustificata da un aumento della criminalità. Viene da chiedersi se l’obiettivo sia davvero risolvere i problemi o piuttosto gonfiarli, per poi speculare politicamente su propaganda e paura”.

“Regressione grave” - “È una regressione grave - incalza Ilaria Salis - che cancella progressivamente ciò che di buono il nostro Paese era stato capace di sperimentare: percorsi di studio, formazione, inclusione, vita comunitaria e legami con il territorio, strumenti di prevenzione e riabilitazione che non fanno notizia, ma che sono gli unici a dare risultati, come dimostrano ricerche ed esperienze”.

“Il carcere minorile non educa, ma peggiora le situazioni” - Ilaria Salis denuncia lo stato del carcere Beccaria che a tutti gli effetti è come un carcere per gli adulti. “Un carcere per minori, praticamente identico in tutto e per tutto a uno per adulti, non dovrebbe esistere - prosegue nel suo post -. Non educa, non riabilita. Al contrario, aggrava fragilità e disagi, rischiando di trasformarli in qualcosa di ben più pericoloso. Ciò che accade a Milano è parte di un problema nazionale: il sistema penale minorile italiano, un tempo all’avanguardia in Europa, sta scivolando da un approccio educativo, che considerava la detenzione un’extrema ratio, verso una logica sempre più punitiva e carcero-centrica. Il Decreto Caivano ha ampliato la reazione penale e il ricorso al carcere anche per reati non gravi. Nonostante il calo dei reati minorili, le misure restrittive sono aumentate e sempre più giovani finiscono dietro le sbarre”.