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di Alessandra Zanardi

Il Giorno, 21 settembre 2022

Stefano Piatti alla fattoria San Giuda dà lavoro a migranti, ex drogati e detenuti. “Quando ho iniziato l’università, sognavo di diventare un magistrato minorile. Poi quella tesi di laurea e quel viaggio in Brasile mi hanno fatto cambiare idea”.

Stefano Piatti, classe 1989, una laurea in giurisprudenza alla Cattolica di Milano, ha rinunciato alla carriera di avvocato per fare dell’agricoltura uno strumento d’inserimento lavorativo per le persone in difficoltà: migranti, ex tossicodipendenti, detenuti ed ex carcerati. In pochi anni ha vinto la sua scommessa, costruendo a Rozzano un’impresa agricola, la fattoria San Giuda, con un forte risvolto sociale.

Vi si allevano bovini da carne e galline ovaiole, si produce miele, si coltivano cereali e ortofrutta e si vendono direttamente questi prodotti a chilometro zero nello spaccio aziendale, oltre che nei mercati di Campagna amica. Il tutto grazie anche alla collaborazione di soggetti fragili che, inseriti in azienda attraverso la sinergia con cooperative sociali ed enti del terzo settore, hanno l’occasione di riscattarsi mediante il lavoro. Due di loro sono diventati dipendenti fissi della fattoria.

“Mentre preparavo la tesi di laurea in diritto penitenziario - racconta -, sono stato in Brasile a studiare le Apac. Si tratta di carceri dove non ci sono guardie né manganelli e si punta a generare nei detenuti prima la consapevolezza di aver commesso un errore, quindi la voglia di cambiare vita. Sono rimasto molto colpito da quell’esperienza e ho iniziato a convincermi di volerla replicare in Italia, pur in un contesto e con modalità diverse”.

Così, nel 2015 Piatti è subentrato a un contratto d’affitto di un’area di 50 ettari, in via Di Vittorio a Rozzano, dove ha realizzato la sua azienda agricola. E dove le persone svantaggiate vengono impiegate nella coltivazione degli ortaggi, o nelle attività di vendita all’interno dello spaccio. I programmi d’inserimento hanno una durata media di sei mesi, “in genere la formula funziona perché molte di queste persone non hanno mai avuto in precedenza delle vere occasioni di lavoro e vedono quest’esperienza come un’opportunità. L’agricoltura, coi suoi ritmi e le sue mansioni, è uno dei contesti migliori per l’aiuto e l’inclusione dei soggetti fragili”.

La fattoria San Giuda è tra quelle che hanno ricevuto l’Oscar green, un riconoscimento tributato dalla sezione lombarda della Coldiretti alle giovani imprese che fanno innovazione. L’azienda rozzanese è stata premiata nella categoria “coltiviamo solidarietà”. “Una grande soddisfazione e un orgoglio, che mi spingono a stare ancor più vicino a questi ragazzi - sono le parole di Piatti -. Vorrei poter fare di più, ad esempio aiutarli nella ricerca di una casa. Magari, col tempo, ci arriverò”.