di Roberta Rampini
Il Giorno, 23 dicembre 2022
Sono passate da otto a ventisei le persone coinvolte dalla società Eolo nel progetto pilota di digitalizzazione e inclusione sociale avviato 15 mesi fa. “Qui ho imparato che non sono destinato a rimanere una voce di costo, perché nonostante gli errori che ho commesso posso diventare un valore per la società. Quando ti trovi a essere privato della libertà hai bisogno di trovare qualcosa a cui aggrapparti per non precipitare. Sono tanti i detenuti che non ce la fanno e rinunciano, io grazie a questo lavoro ho avuto l’opportunità di tornare a sentirmi utile. È nel momento in cui rispondo a una chiamata e magari riesco a risolvere il problema del cliente che posso immaginare un futuro”. È la testimonianza di Andrea, uno dei detenuti del carcere di Bollate che partecipa al progetto di digitalizzazione e inclusione sociale avviato da Eolo, società leader in Italia nella fornitura di connettività tramite e bee.4 Altre Menti, impresa sociale nata dietro le sbarre. Un progetto pilota partito a settembre 2021 con 8 detenuti e che oggi coinvolge 26 detenuti che svolgono attività di welcome call e controllo qualità, gestiscono chiamate di potenziali clienti e di provisioning.
“Siamo particolarmente orgogliosi dei risultati di questa iniziativa e di poter dimostrare ancora una volta il profondo legame che unisce connettività e inclusione sociale - ha dichiarato Daniela Daverio Ceo Service Division di Eolo -. Progetti come questo si inseriscono perfettamente all’interno della nostra mission e rappresentano anche l’espressione di un altro valore molto importante per l’azienda: quello della restituzione, il give back sui territori dove operiamo attraverso progetti che portino un impatto positivo concreto per le comunità”. L’iniziativa, che ha ricevuto feedback molto positivi anche da parte degli utenti Eolo, ha visto la partecipazione anche dei dipendenti della società di telecomunicazioni per la formazione in presenza dei detenuti e nei mesi successivi anche per un’assistenza continuativa via call. “È straordinario vedere quanto entusiasmo e partecipazione sta generando la collaborazione con Eolo. L’azienda sta investendo su questo progetto in molti modi, per esempio ampliando le attività in cui sono coinvolti gli operatori e continuando con la formazione dei detenuti”, commenta Marco Girardello di bee.4 Altre Menti. “Quando siamo partiti lo scorso settembre - spiega Lorenza, team leader del progetto - i detenuti coinvolti erano solo otto, ma nel giro di pochi mesi sono aumentate le postazioni, le competenze e le adesioni dei detenuti che hanno partecipato al bando per seguire il corso di formazione diretto da Eolo”.










