sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Andrea Siravo

La Stampa, 9 agosto 2025

Richiesto l’incidente probatorio, sono 33 le parti offese. Sputi in faccia, calci e pugni sferrati sull’intero corpo - in un caso anche un colpo alla testa con uno stivale - il tutto condito da insulti irripetibili e spesso razzisti. Sono le scene che la richiesta di incidente probatorio - avanzato dalla Procura di Milano nei confronti di 42 indagati - restituisce di quanto avvenuto, per mesi, nel carcere minorile Beccaria.

Maltrattamenti, lesioni e torture che ora vedono salire la lista dei presunti responsabili - i primi 13 arresti risalgono all’aprile 2024 - e mettono in fila più episodi di violenza, dal 2021 al marzo 2024. Nel novembre 2023 un ragazzo di origine araba è stato colpito da alcuni agenti della penitenziaria con “più cinghiate anche sulle parti genitali fino a provocarne il sanguinamento”. Frequenti le violenze psicologiche e fisiche e le umiliazioni: in più occasioni i detenuti vengono portati all’interno di una stanza priva di telecamere e aggrediti in gruppo, anche utilizzando le manette per immobilizzarli. “Compare io ti mangio il cuore” è una delle frasi pronunciate da un poliziotto della penitenziaria prima di colpire un ragazzino.

Tra gli indagati anche le ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti e Raffaella Messina, per un periodo reggente dell’istituto. A loro viene contestato dai pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, coordinate dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella, di non aver esercitato “i poteri di controllo, vigilanza, coordinamento agli stessi conferiti, omettevano di impedire le condotte reiterate violente e umilianti all’interno dell’Ipm Beccaria commesse dagli agenti della polizia penitenziaria a loro sottoposti, ai danni di numerosi detenuti”. Le accuse, a vario titolo, sono di torture, maltrattamenti, lesioni e falso.

Tra i nuovi indagati figurano anche professionisti del personale medico-infermieristico accusati di aver redatto referti falsi sulle lesioni subite dagli ospiti. Alcuni di loro oggi sono irreperibili, detenuti in comunità o altri carceri minorili. La scelta degli inquirenti milanesi dopo aver richiesto e ottenuto nell’aprile 2024 21 misure cautelari (13 arresti e 8 sospensioni) è quella di procedere con le audizioni dei detenuti. Già ascoltati dagli investigatori della nona sezione Squadra mobile e dal pm Stagnaro dovranno confermare i loro racconti davanti alla gip Nora Lisa Passoni e rispondere alle domande dei difensori degli indagati. Testimonianze che diventeranno le principali prove dell’eventuale processo.