milanotoday.it, 12 agosto 2026
La visita al penitenziario organizzata dalla Camera Penale milanese. Per i ragazzi che entrano al Beccaria, il carcere minorile di Milano, l’uso degli psicofarmaci può diventare un problema fin dai primi giorni. Secondo la commissaria e comandante dell’Istituto Penale Minorile, Jolanda Tortù, all’inizio è molto difficile gestire queste situazioni: alcuni giovani assumono diversi farmaci e li mischiano anche con hashish. Con il tempo, però, il percorso può cambiare: “Poi sono loro che chiedono di sostituire l’illegalità con la legalità. Chiedono di essere curati, chiedono le terapie”, spiega Tortù in occasione della visita al penitenziario organizzata dalla Camera Penale milanese, presieduta da Federico Papa, nell’ambito del progetto ‘Ristretti in agosto’.
L’inchiesta del 2025 - Nel 2025 il Beccaria è stato al centro di un’inchiesta che ha portato a galla un sistema di presunte violenze fisiche, umiliazioni e torture nei confronti dei giovani detenuti tra il 2021 e il 2024. Al momento nel carcere non c’è una condizione di sovraffollamento: per ora ospita 56 ragazzi su una capienza di 57. Di questi, 27 sono italiani e 29 stranieri: in gran parte tunisini, ma anche arrivati da Egitto e Marocco. In prevalenza sono minorenni (35) e sono definitivi solo otto su 56.
“Stiamo lavorando per migliorare le condizioni di questo posto” - La commissaria ha raccontato che “si sta lavorando per migliorare le condizioni di questo posto”. Perché, a differenza di chi ha dipendenze da droga e alcol, la cui percentuale resta stabile, nell’ultimo periodo sono aumentati gli ingressi di ragazzi con disturbi mentali e del comportamento, anche gravi. Si tratta spesso di giovani non intercettati dai servizi sociali (un terzo del totale segue una terapia), con situazioni familiari di grande disagio. “Hanno bisogno di figure che ci siano, anche come simboli dello Stato. Hanno bisogno di contenimento ma anche della parola”, ha spiegato la direttrice dell’Istituto Eleonora Cinque, “affinché arrivino ad avere rispetto degli altri e della loro dignità”.
Palestre e laboratori, ma anche carenze - All’interno dell’istituto ci sono due palestre, un campo da calcio all’aperto che verrà ripristinato grazie alla Fondazione Milan, una piscina che sarà aperta dalla fine di agosto e un altro campo sintetico. I ragazzi possono inoltre lavorare in diversi laboratori (pasticceria, pittura, falegnameria). Restano però alcune necessità quotidiane che, secondo la direttrice, incidono molto sulla vita dei giovani detenuti: mancano televisori, frigoriferi, ventilatori. Una situazione resa ancora più difficile dal caldo di agosto, che rende le condizioni all’interno dell’istituto particolarmente pesanti.










