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Il Giorno, 24 gennaio 2023

Non c’è pace per il Beccaria. Domenica sera, la tensione è tornata a salire ben oltre il livello di guardia: una decina di detenuti dell’istituto minorile, stando a quanto risulta al Giorno, ha tentato di forzare lo sbarramento di un braccio della struttura di via Calchi Taeggi. L’obiettivo: scontrarsi con un altro gruppo di reclusi, che si trovavano in un’altra ala e con i quali evidentemente non corre buon sangue.

Solo l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria ha scongiurato un contatto diretto (e dalle conseguenze imprevedibili) tra le due fazioni rivali: c’è stato qualche spintone per tentare di farsi largo, ma per fortuna non si sono registrati contusi tra le forze dell’ordine. Nel momento di massima difficoltà, è scattata anche la chiamata al 112 per segnalare il principio di rivolta in atto, ma all’arrivo dei carabinieri del Radiomobile l’emergenza era già stata contenuta e i ragazzi riportati nei rispettivi settori.

Un raid bloccato sul nascere che arriva al termine di un mese a dir poco turbolento per il Beccaria, iniziato con la maxi evasione di Natale. Alle 16 del 25 dicembre, in sette - quattro diciassettenni, due diciottenni e un diciannovenne - riuscirono ad allontanarsi dal campo di calcio del Beccaria dopo aver distratto chi li stava sorvegliando, sfondarono una protezione di legno nell’area dei cantieri di ristrutturazione, salirono sulle impalcature e si calarono in strada da un muro più basso rispetto al resto della recinzione. Poco dopo, altri detenuti avevano dato alle fiamme alcuni materassi, creando ulteriore caos e rendendo necessario l’intervento risolutivo delle squadre dei vigili del fuoco. In tre (poi trasferiti in altri istituti) erano rientrati quasi subito, convinti dai parenti a interrompere immediatamente la fuga per limitare i danni.

Il quarto, un diciassettenne di origini marocchine era stato bloccato dai carabinieri di Sesto San Giovanni, mentre il quinto, di 19 anni, si era costituito la sera del 28 in Questura. Gli ultimi due, un diciottenne e un diciannovenne, erano stati individuati e bloccati il giorno dopo dagli uomini del Nucleo investigativo della polizia penitenziaria, a casa di un amico pregiudicato in Brianza. Il clamore provocato dall’evasione aveva portato a un sopralluogo immediato del direttore generale del Dipartimento di giustizia minorile Giuseppe Cacciapuoti e generato le rassicurazioni del Ministero delle Infrastrutture sulla celere fine (entro aprile) del secondo lotto di lavori cominciati ben 18 anni fa. Finita? No, perché venerdì scorso due giovani detenuti tossicodipendenti hanno incendiato un materasso nel reparto infermeria. Bilancio: altri danni e tre agenti in ospedale in codice giallo per contusioni e lieve intossicazione di fumo. L’altra sera, infine, l’ennesimo episodio di una serie che sembra non avere fine.