di Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 9 settembre 2024
Per il carcere minorile Beccaria di Milano è l’ennesimo episodio dopo la maxi fuga del Natale 2022. Proteste, rivolte, evasioni riuscite o tentate e l’inchiesta per maltrattamenti con 13 agenti arrestati. L’altra volta, tre mesi fa, il più piccolo s’era quasi trovato sorpreso dall’occasione. E s’era fiondato oltre le mura (fuga durata poi neanche 12 ore) con un altro detenuto, ma senza il fratello maggiore. Per il resto, sempre insieme. Durante la rapina alla sala slot nel Comasco. Al momento dell’arresto. A passare le giornate tra i corridoi del carcere. E ad agitare le ultime rivolte. Ieri, la coppia di fratelli, A.F. e W.F., 16 e 17 anni, nati a Como da genitori marocchini, erano di nuovo fianco a fianco nell’ultima evasione dal Beccaria. Con loro c’era un terzo. È un 17enne italiano, che viene bloccato e riportato dentro. Ma non s’arrende. In serata, mentre sono in corso le ricerche dei due, ci riprova, e riesce.
Per l’istituto minorile milanese è l’ennesimo grano di un rosario di sventure che inizia almeno dalla maxi fuga del 2022. Proteste, rivolte, evasioni. E un’inchiesta, ancora in corso, che ha quasi azzerato gli agenti della Penitenziaria in servizio e ha lambito gli ex vertici del carcere. Guai che si sommano a un quadro già al limite, fatto di numeri esplosivi, profili sempre più difficili dei detenuti, personale a ranghi ridotti, carenze strutturali e cantieri infiniti.
La fuga - Sono le 15.45 quando i fratelli - dentro per rapina - spariscono dai radar. Sfruttano quel po’ di libertà in più a loro consentita dal far parte di quei detenuti che possono partecipare a corsi di formazione, e per questo soggetti a meno restrizioni. Ieri, sarebbero usciti dalla portineria. Avrebbero scavalcato il muro di cinta. E sarebbero scomparsi sotto la pioggia. I ragazzi non avrebbero lasciato tracce: hanno evitato il vicino metrò, dribblando la marcatura delle telecamere. Il terzo che era con loro, ma è stato subito bloccato, sparirà giusto qualche ora dopo.
I sette di Natale - I primi quattro giorni di passione, però, il Beccaria li vive ormai due anni fa, mentre il resto della città si gode i regali provando a rifiatare dalla maratona di pranzi e cenoni. È il Natale del 2022. E sono in sette - quattro 17enni, due 18enni e un 19enne - a cercare libertà, approfittando dei lavori in cortile (conclusi solo l’anno scorso, dopo 16 anni d’attesa). La fuga sarà però “maxi” nei numeri e “mini” nei risultati: due (uno convinto dalla ramanzina della sorella) saranno catturati già in serata; gli altri saranno beccati a casa di parenti e amici, o si consegneranno nei giorni successivi.
Le “sommosse” - Negli ultimi mesi la situazione diventa incandescente. A maggio un detenuto tenta l’evasione ma viene pizzicato appena fuori. A fine mese sono in settanta ad asserragliarsi per ore in un’ala dell’istituto. Ad accendere la miccia sono i controlli dei cani antidroga tra le celle. Ci vorranno gli agenti in tenuta antisommossa per placare gli animi. A metà giugno, si fa subito notare A.F., il più piccolo dei due fratelli spariti oggi. È entrato al Beccaria da tre giorni, e già scappa, con un coetaneo, usando un palo a mo’ di scala per scavalcare. Sarà riacciuffato (prima del compare) in piena notte alla stazione di Gallarate. L’estate è segnata dalle rivolte. A luglio un incendio ferisce due ragazzi e ne intossica quattro. Stessa scena ad agosto: soccorsi cinque agenti e tre detenuti. Neanche dieci giorni fa, poi, proprio i due fratelli ora in fuga sono segnalati tra i promotori dei disordini che agevolano l’evasione tentata da altri quattro, subito ripresi.
L’inchiesta - Un mese prima di questi ultimi episodi, ad aprile, c’è stato il terremoto giudiziario che ha investito l’istituto. E che qualcosa ha smosso negli equilibri interni. L’inchiesta della procura s’abbatte sul Beccaria con l’arresto di 13 agenti, la sospensione di altri otto (tra cui l’allora comandante) e l’iscrizione tra gli indagati di due ex direttrici. Gravissime le accuse: tortura, maltrattamenti, lesioni, falso. Dopo un ventennio di reggenti, s’è intanto insediato un nuovo direttore a tempo pieno, sono arrivati rinforzi e oggi è il giorno del nuovo comandante della Penitenziaria. Molto è cambiato. Non il clima.










