di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 30 giugno 2024
Il torneo di football tra le 5 sezioni e il “Camp” dell’ex campione di rugby. Spruzzi con l’acqua, sfide, corse dietro alla palla, sconfitte, vittorie e risate. Tante. “Ragazzi, costruiremo la più bella settimana di questo pezzo della vostra vita”. L’ex campione di rugby Diego Dominguez e il suo camp estivo multisport hanno reso leggera - per non dire allegra - l’atmosfera tra i ragazzi detenuti nell’Ipm Beccaria, in questi giorni. Venerdì nel giardino c’è stato il torneo finale di calcio, con sottofondo musicale curato dal giovane dj Filippo degli Abbati: in campo le squadre delle cinque sezioni detentive, che di solito stanno sempre separate, e una sesta formata dalle promesse di varie Primavere lombarde.
“A Cordoba, in Argentina, ogni quartiere ha tanti club con campi per il gioco collettivo. I ragazzi crescono facendo sport tutti insieme e tutti i giorni e non esiste un adolescente di strada che bussando la porta di un club non possa entrare. Non è banale: l’allenamento e la fatica possono cambiare i comportamenti, i modi di pensare e quindi i valori di un uomo”, spiega Dominguez, 58 anni, occhi azzurri e fisico atletico ma soprattutto carisma da vendere.
Ricorda l’Argentina dove è nato ma ormai considera Milano come sua città: “Mancano campi all’aperto dove fare sport di squadra e tornei, la richiesta è altissima”, avverte. Ha esperienza di adolescenti in contesti difficili e insieme a Mediobanca, che appoggia da otto anni il suo Camp estivo al Beccaria con fondi e decine di dipendenti-volontari, inaugurerà un progetto analogo, settimana prossima, all’Ipm di Nisida, a Napoli. Lavora quindi per i ragazzi dentro le carceri minorili ma forma anche quelli fuori dalle mura: negli anni, sempre con il Cus Milano e Mediobanca al fianco, ha realizzato campi multifunzionali a Baggio, Quarto Oggiaro e in via Padova: “Ci piacerebbe replicare l’esperienza anche in altri luoghi, là dove la domanda degli adolescenti resta in parte senza risposta”.
A San Siro, ad esempio, la Triestina ha le liste d’attesa, la storica scuola calcio dell’associazione Masseroni Marchese dopo l’estate perde una sede e dal marciapiede di via Zamagna gli adolescenti chiedono campi dove giocare. “Lo sport insegna lo spirito di squadra, la solidarietà, la costanza e il rispetto delle regole e delle altre persone. Senza protezioni, guidati dagli adulti, i ragazzi imparano la bellezza della fatica e il gusto dell’impresa ma anche il riscatto dopo la sconfitta. Imparano a reagire alle frustrazioni e anche un’ultima cosa, non scontata - racconta ancora Dominguez -. Imparano il senso della libertà e quello del limite”.
Palla, contatto, contrasto, contenimento, ruck: rialzarsi e ripartire per andare a meta, cioè per inserirsi nella società e diventare uomo. Dominguez, talento anche nel calcio e nel tennis, a 15 anni scelse il rugby e scalò le selezioni fino a diventare campione europeo e sudamericano e ha giocato tre volte i mondiali. Per alcuni ragazzi del Beccaria, negli anni, il suo camp estivo è stato occasione unica per dare valore nuovo alla vita: “Se vedo qualcuno con un guizzo, un impegno particolare, lancio la proposta di iniziare da noi un lavoro e se l’Istituto penale minorile lo concede, l’autonomia si vede poi crescere man mano. Ci sono l’atto di fiducia e la presa di coscienza che porta con sé responsabilità”.










