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di detenuti di San Vittore

Corriere della Sera, 30 marzo 2025

Lo scritto con cui i detenuti hanno dato il benvenuto a professori e studenti del corso di diritto costituzionale coinvolti in una serie di lezioni-dibattito.- Studenti del corso di diritto costituzionale sono coinvolti in una serie di lezioni-dibattito sulle principali problematiche carcerarie con alcuni detenuti del carcere di San Vittore, nell’ambito dell’iniziativa “Constitutional law in action”, che vuole portare gli studenti nei luoghi simbolo delle istituzioni, affinché comprendano come la Costituzione incida nella vita di tutti. Di seguito pubblichiamo la lettera con cui i detenuti hanno accolto studenti e professori.

Un benvenuto agli studenti e ai professori di Bocconi, e un ringraziamento in particolare alla presidente Cartabia per questa rinnovata presenza tra noi. Grazie alla Direzione che ancora una volta dà spazio a iniziative come questa. “Costituzione viva” è un minimo laboratorio di alfabetizzazione costituzionale che ha raccolto gli stimoli del Viaggio nelle carceri della Corte costituzionale, per la prima volta a San Vittore nel 2018 con l’allora vicepresidente Marta Cartabia. In questo spazio d’incontro continua a risuonare l’appello lanciato nel 1995 da un padre costituente, Giuseppe Dossetti, in un momento di serio pericolo della Costituzione: “Cercate di conoscerla, di comprendere in profondità i suoi princípi fondanti, e quindi di farvela amica e compagna di strada”.

La Costituzione amica e compagna di strada anche in carcere, nella dura condizione di privazione della libertà. La Costituzione, infatti, non si ferma all’ingresso del carcere: le sue garanzie e tutele valgono per tutti, anche per i detenuti, limitati nella libertà ma non nella dignità, fondamento assoluto degli intangibili diritti della persona che l’esecuzione penale non può in nessun caso violare.

Diritti, non concessioni umanitarie o semplici aspettative. E che ci caricano di enorme responsabilità: essere all’altezza dell’amicizia costituzionale indicata da Dossetti; all’altezza delle grandi promesse della Costituzione che nasce anche nelle carceri, anche qui a San Vittore, dove con le loro speranze e le loro scelte di vita, negli anni drammatici di lotta al nazifascismo, furono in tanti a tracciare - veri e propri “protocostituenti” - le prime linee dello straordinario disegno costituzionale. E a scrivere quelle parole di pari dignità, uguaglianza sostanziale, solidarietà, giustizia sociale, che restano il vocabolario minimo e sempre necessario per dire del volto costituzio-nale della pena e delle pene. Per dire della distanza che c’è tra come la pena dovrebbe essere e come troppo spesso è; e della strada ancora da percorrere perché questo volto non abbia sfregi. Ci rende felici poter fare ora un tratto di questa strada anche con voi. Grazie di vivo cuore.