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di Benedetta Maffioli

milanopavia.news, 25 ottobre 2025

Un carcere al limite, dove la dignità rischia di restare chiusa dietro le sbarre. È quanto emerge dal sopralluogo effettuato venerdì 24 ottobre alla casa di reclusione di Opera dalla deputata del Partito Democratico Silvia Roggiani, e dal consigliere comunale Alessandro Giungi, dopo la lettera-denuncia scritta dai detenuti e inviata al magistrato di sorveglianza. Un documento durissimo, che parla di acqua fredda nelle docce, infiltrazioni, sezioni umide, scarsa igiene e mancanza di cure sanitarie adeguate e cimici da letto.

Nella lettera si fa riferimento anche al sovraffollamento: Opera ospita infatti oltre 1.300 persone a fronte di 900 posti disponibili, con un organico di agenti ridotto quasi della metà rispetto a quello previsto: 360 contro i 620 necessari. Ma quello di Opera non è un caso isolato: le stesse criticità si ritrovano in molte strutture lombarde, a partire da San Vittore, e in gran parte delle carceri italiane, dove sovraffollamento, degrado e carenze di personale restano una ferita aperta per lo Stato e per i diritti umani.

Il sopralluogo di oggi è stato accompagnato dall’associazione per i diritti umani Quei Bravi Ragazzi Family, che depositerà la lettera in Procura. Intanto alla Camera è stata presentata un’interrogazione per chiedere al Ministero della Giustizia verifiche urgenti sulle condizioni del carcere e un piano straordinario di manutenzione e potenziamento dei servizi.