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di Zita Dazzi

La Repubblica, 26 gennaio 2024

La presidente del Tribunale dei minorenni Gatto: “Una formula di responsabilizzazione come misura sostitutiva della pena”. “Pensiamo a convenzioni col Comune per utilizzare la formula dei lavori di pubblica utilità per una nuova misura di responsabilizzazione del minore autore di reati, italiano o straniero che sia”.

È un’idea che Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i minorenni di Milano, lancia durante il primo panel del Forum Welfare 2024, iniziato ieri mattina a Base, in via Bergognone. Gatto ha in mente il penitenziario minorile Beccaria, pieno di giovani che hanno avuto condanne, più o meno brevi, per i reati di cui sono stati riconosciuti colpevoli. “Penso ad azioni di supporto utili alla comunità, prestazioni lavorative non retribuite che valgano come percorso di “messa alla prova” o come misura sostitutiva della pena”, dice la presidente evidenziando come la permanenza in carcere alla lunga non faccia bene a nessuno, tanto meno a un adolescente.

Il sindaco Beppe Sala ha già fatto il suo intervento nel quale ha sottolineato l’emergenza dei minorenni migranti che arrivano a Milano e ai quali Palazzo Marino deve garantire accoglienza e istruzione, perché così prevede la legge fino alla maggiore età. Mercoledì, in un incontro a Roma, ne ha parlato col ministro degli Interni Matteo Piantedosi: “Dobbiamo fronteggiare fenomeni a cui non eravamo preparati: su 22 mila arrivati in Italia, circa 1.400 sono a Milano. Gli ho chiesto di lavorare insieme sul tema, ma senza un hub di prima accoglienza è difficile. Se noi mettiamo questi ragazzi nelle nostre strutture per i senza fissa dimora, rischiano di stare con adulti che fanno vita solitaria da tanti anni, e non possono trarre un esempio positivo. Sono ragazzi che possono ancora essere recuperati”.

Sono tanti i temi da affrontare nella due giorni degli operatori del terzo settore convocati dal Comune per progettare il futuro di una Milano più inclusiva, che cerchi di livellare le crescenti diseguaglianze sociali. “Nel 2023 avevamo denunciato l’aggravarsi della situazione dei minori stranieri soli, chiedendo al governo di assumersi le sue responsabilità. Ci ritroviamo qui, su questo stesso palco, un anno e mezzo dopo, senza che nulla sia stato fatto e con una situazione che è molto più grave - dice l’assessore Lamberto Bertolé.

Abbiamo in carico 1.300 minori a fronte di una disponibilità di accoglienza nelle strutture specifiche autorizzate dallo Stato di 400 posti”. Solo nel 2023 il Comune di Milano ha coperto con quattro milioni di euro i mancati rimborsi del governo, quasi tutti dovuti ai costi per i neomaggiorenni. “Metterli per strada a 18 anni e un giorno, senza che il loro percorso sia concluso - conclude l’assessore - significa consegnarli nelle mani dell’illegalità. Il nostro obiettivo, invece, è quello di aiutarli a diventare cittadini autonomi e integrati”. Le risposte arrivano dalle fondazioni pronte a finanziare un progetto da tre milioni che servirà ad aumentare i posti di tre hub (viale Ortles, viale Sarca e via Aldini): “Nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile - si impegna Marco Rossi Doria, presidente di Con i Bambini - insieme al Comune e a Fondazione Cariplo, vogliamo investire tre milioni di euro per migliorare e potenziare l’accoglienza in luoghi oggi presenti in città, rafforzare le equipe multidisciplinari, lavorare per intercettare tutti quei ragazzi che non vogliono farsi agganciare, scappano dalla comunità e vivono in strada. Infine vogliamo sperimentare un centro educativo diurno diffuso”.

Un tema che si inserisce in un contesto cittadino comunque difficile, dove a fronte di duemila persone che ancora dormono in strada, ce ne sono altre settemila ospiti dei dormitori o in strutture di emergenza. Il Comune, rivendica Bertolé, è quello che spende di più in Italia per il contrasto alla povertà, quello che ha messo più risorse a bilancio per il welfare: 30 milioni in più nel 2024, come ha spiegato il sindaco Sala, rispetto all’anno precedente, “per intercettare nuovi bisogni perché il disagio aumenta: ho chiesto ai miei assessori di tagliare tutto il tagliabile per trovare i soldi”. Nel 2023 Palazzo Marino ha erogato aiuti economici per oltre 23 mila persone “senza che il governo accompagnasse gli sforzi locali: da Roma solo card e interventi spot”, chiude polemicamente l’assessore. Oggi il forum fino a sera prosegue affrontando il disagio psicologico dei ragazzi e i temi della disabilità.