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di Elisabetta Andreis

Corriere della Sera, 1 luglio 2024

Il direttore Ferrari: “In breve tempo arriveranno tre mediatori, uno psichiatra e quattro educatori in più”. Ogni domenica la messa aperta a tutti. Una messa bella e partecipata, celebrata dal vicario episcopale Giuseppe Vegazzi con i cappellani don Gino Rigoldi e don Claudio Burgio in occasione della ricorrenza di San Basilide, santo patrono del corpo di polizia penitenziaria, celebrate domenica mattina nella chiesa dell’Ipm Beccaria. In prima fila le istituzioni, il direttore Claudio Ferrari e il comandante di reparto Daniele Alborghetti, e dietro gli agenti, le famiglie del quartiere e alcuni ragazzi detenuti, per lo più di religione musulmana.

“Adesso ogni domenica mattina, con la messa aperta a tutti, l’istituto offre un servizio alla cittadinanza - dice don Claudio -. Oggi in particolare la preghiera è per il carcere e per i ragazzi ma anche per il duro lavoro degli agenti che in aggiunta al resto devono essere testimoni credibili di solidarietà e di valori”.

Dopo le note vicende giudiziarie e di cronaca (con l’inchiesta della Procura su presunti maltrattamenti e torture sfociata nell’arresto di 13 agenti e nella sospensione di altri otto), la messa di domenica per San Basilide acquista significato ulteriore: “Gli agenti passano la maggior parte del tempo con i ragazzi, devono avere un altissimo livello di pazienza, forza, intelligenza e capacità educativa. Io chiedo a chi comanda, in questo caso non al Cielo ma al Ministero, di supportare la struttura e mantenere le promesse fatte - aggiunge don Gino -. I ragazzi che assistono alla messa sono i primi a insegnarci che Dio è uno solo ma abbiamo incontrato in queste settimane vari imam. È importante che si uniscano a noi nell’invitare gli adolescenti ristretti alla preghiera che dà un senso profondo ai pensieri e alle giornate”.

Grazie al supporto del Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, in un mese “il clima in istituto è completamente cambiato - spiega il direttore, che sta cercando di fare lavoro di squadra -. Grazie al cospicuo contributo economico dei fondi Fami in breve tempo arriveranno tre mediatori, uno psichiatra e quattro educatori in più. Questi ultimi potranno così coprire anche il pomeriggio e la sera, cercheremo di implementare programmi educativi sempre più personalizzati”.

Di grande aiuto sono stati gli agenti esperti e autorevoli arrivati qualche tempo fa come rinforzo temporaneo: “L’8 luglio entreranno in servizio 31 nuovi agenti maschi e 13 agenti donne, inseriti come figure stabili dopo l’ultimo corso di formazione”. Sul campo e tramite l’affiancamento acquisteranno esperienza specifica nel minorile. All’Ipm, in breve tempo, i ristretti sono passati da 92 a 49 e per il momento non è in programma un nuovo aumento di detenuti anche perché dopo i disordini degli ultimi mesi le sezioni devono essere manutenute e ripristinate. “I lavori - prosegue il direttore - sono in corso e anche gli stessi ragazzi, che avevano iniziato con volontari di Kayros a dipingere le pareti, si stanno dando da fare”.

Il capitolo dei volontari è cruciale, complementare a quello degli educatori, “ne servono molti”, tanto più adesso che sono finite le scuole. In prima linea ci sono Fondazione Rava e Csi e settimana scorsa sono entrati in azione i dipendenti di Mediobanca che hanno dato un decisivo apporto al “Summer camp multisport”.

Ulteriore leva è il lavoro, si potrebbero moltiplicare anche al Beccaria gli “articolo 21” (persone ristrette che escono per lavorare e tornano poi in carcere, ndr). Ragiona il direttore Ferrari: “Già diversi ragazzi hanno impieghi fuori ma ogni ponte costruttivo con il mondo esterno, a maggior ragione nel minorile, è un’opportunità”. Le valutazioni sono complesse, i ragazzi devono guadagnare la fiducia: ma quando si inizia è una scommessa condivisa, “cui partecipa anche il territorio”.