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di Giovanna Maria Fagnani

Corriere della Sera, 15 maggio 2024

Con lui altri rapper a “caccia” di talenti nel carcere milanese. Un concerto speciale per i giovani detenuti-rapper. Con Lazza c’erano Nitro e Jack The Smoker e il dj e producer Damiano. I detenuti hanno cantato i loro inediti di fronte agli ospiti che poi si sono esibiti nei loro successi più celebri. Un concerto dal sapore speciale per i giovani detenuti-rapper del carcere di Bollate. In platea, ad ascoltare le loro barre, nate dall’esperienza in penitenziario, c’erano Lazza e poi altri esponenti della scena rap italiana: i rapper Nitro e Jack The Smoker e il dj e producer Damiano. “È stato incredibile esibirsi senza neanche un telefono che filmava. Grazie a chi ha reso possibile tutto questo”, ha scritto Lazza in una storia su Instagram.

L’incontro è avvenuto nei giorni scorsi, a conclusione di un lavoro portato avanti nello studio di registrazione della casa di reclusione. I detenuti hanno potuto cantare i loro inediti di fronte agli ospiti che poi, a loro volta, si sono esibiti nei loro successi più celebri. L’iniziativa, in collaborazione con il carcere di Bollate, è stata organizzata e finanziata da E Ventures, Me Next, insieme a Next Show, Neverest, e alla Cooperativa Articolo 3, che promuove il genere rap come forma creativa di espressione di sé e di riscatto sociale. Articolo 3, in collaborazione con Rude Records, ha infatti allestito uno studio di registrazione all’interno del carcere. Per un anno, durante incontri settimanali, il team dell’etichetta discografica ha portato i detenuti ad approfondire il mondo dell’industria musicale e di tutte le figure che ci lavorano. Non solo, quindi, gli artisti, ma anche gli agenti, i tour manager, i tecnici, le persone che si occupano di marketing e promozione. Un dietro le quinte dove qualcuno di loro, in futuro, potrebbe trovare lavoro. Il progetto continuerà nei prossimi mesi.

Da anni il carcere di Bollate promuove numerose attività culturali per perseguire l’integrazione con il territorio. Fondamentali le partnership con realtà all’esterno dell’istituto, che si impegnano per supportare percorsi virtuosi professionali e personali. “Ringrazio gli artisti e tutti i partner per la splendida iniziativa che hanno organizzato - sottolinea Giorgio Leggieri, direttore del Carcere di Bollate - Si è trattato di un importante momento di condivisione che ha permesso ai detenuti di vivere due ore di musica con spensieratezza ed entusiasmo. Questo evento, inoltre, è stato un momento simbolico fortemente evocativo del modello detentivo di integrazione con il territorio e con i suoi protagonisti che l’istituto di Bollate persegue da sempre”.