di Eleonora Dragotto
La Repubblica, 4 luglio 2026
Il Garante Luigi Pagano: “I detenuti sono troppi, inutile girarci intorno”. La notte è un inferno, perché mentre tu sei chiuso dentro, il cemento rilascia il calore”. A. N. ricorda così le estati passate al carcere di Bollate, da cui è uscito nel 2024. La sua cella si trovava al quarto piano, il più caldo. “Lì la situazione è invivibile, visto che al posto del tetto c’è una colata di catrame”. Per i detenuti l’aria condizionata non esiste, né in cella né negli ambienti comuni. “Ho visto compagni collassare in biblioteca a causa dell’afa”. E persino ottenere dei ventilatori è complicato. “Per problemi amministrativi, era possibile acquistarli solo a luglio inoltrato”.
Rispetto a quando era detenuto A.N., con le temperature da record degli ultimi giorni, la situazione è peggiorata in tutti gli istituti detentivi. “Quest’anno, anche a Milano, il sovraffollamento è aumentato, perché si esce sempre meno, le pene si allungano e le pene alternative sono difficili”, nota Valentina Alberta della commissione Carcere della Camera penale di Milano. Molti dei reclusi passano 20 ore al giorno in celle sprovviste di docce e di ventilatori, perché i vecchi impianti non reggono per il sovraccarico. “A Opera è impossibile trovare sollievo, perché le docce sono accessibili solo in certi orari”, chiarisce l’ex consigliere comunale di Forza Italia Pietro Tatarella, che trascorse i mesi estivi di sette anni fa in questo carcere, prima di essere assolto con formula piena dalle accuse di corruzione, nell’ambito dell’inchiesta Mensa dei poveri. “In mancanza di frigoriferi, noi conservavamo la frutta riempiendo il bidet e cambiando continuamente l’acqua. Di notte, mettevo il lenzuolo sul pavimento per riuscire a dormire”.
Da giugno, la condizione dei detenuti di Opera è ulteriormente peggiorata a causa di problemi all’impianto elettrico e alle pompe dell’acqua. “Come verificato durante il nostro sopralluogo, al terzo e quarto piano l’acqua non arriva, quindi i detenuti fanno la doccia all’aperto, sotto il sole”, riferisce la consigliera regionale Paola Bocci (Pd), che ha visitato il carcere insieme al collega Paolo Romano. “Nella struttura, poi, fatiscente per la mancanza di manutenzione, lavora solo un medico per circa 1.400 detenuti, troppo poco soprattutto con queste temperature”.
Secondo l’assessore alla sicurezza del Municipio 9, Mirko Mazzali, il carcere di Opera deve chiudere. “In un edificio così vecchio le criticità sono costanti e in estate si aggravano - spiega. Credo sia necessario ristrutturarlo e renderlo più vivibile, con celle più ampie, aria condizionata e un impianto elettrico nuovo”. Non si tratta, però, solo di Opera. I problemi esacerbati dall’ondata di caldo toccano infatti tutte le carceri della città. “Il paradosso è che in questi luoghi è tutto fuorilegge, dagli impianti vetusti al sovraffollamento”, considera il vicepresidente della sottocommissione Carceri, Alessandro Giungi, che di recente insieme all’associazione Aiutility ha consegnato 20 ventilatori al Beccaria. “Per ristabilire condizione di tollerabilità, occorrerebbe un piano importante di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Una soluzione strutturale dovrebbe prevedere misure contro il sovraffollamento che a San Vittore tocca ben il 220% (con 1.080 detenuti su 484 posti previsti per legge, secondo i dati del ministero della Giustizia), a Opera il 152% (1.383 invece di 907), a Bollate il 126% (1.594 invece di 1267) e al Beccaria il 136% (64 invece di 46-48).
“È inutile girarci intorno, i detenuti sono troppi e questo rende le condizioni della loro detenzione indegne”, commenta il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano, Luigi Pagano. “Invece di rincorrere le emergenze, il ministero dovrebbe creare un piano che tenga conto, tra le altre cose, del fatto che queste temperature nei prossimi anni saranno la norma, vista la crisi climatica”. Ma il governo non sembra intenzionato a correre ai ripari. Anzi, a livello nazionale, il numero di persone in regime di celle chiuse risulta in aumento. A essere disumano non è solo il caldo di questi giorni, ma anche il trattamento riservato ai detenuti.









