milanotoday.it, 11 luglio 2026
Il Garante dei detenuti di Milano e la Sottocommissione carceri del Comune chiedono un intervento emergenziale del governo. Il governo “emani immediatamente un provvedimento deflattivo del numero delle persone detenute”. È la richiesta di Luigi Pagano, garante dei detenuti a Milano, e dei vertici della Sottocommissione carceri del Comune, Daniele Nahum e Alessandro Giungi. La richiesta è stata avanzata in relazione ai dati sul sovraffollamento che spaventano ancor di più con l’emergenza caldo. Secondo i dati del ministero della Giustizia, San Vittore è al 220% di capienza, Bollate al 126% e il minorile Beccaria al 136%.
In Italia, inoltre, i detenuti sono 64.766 a fronte di una capienza di 51.180 posti di cui solo 46.426 effettivamente disponibili. “L’indice di sovraffollamento medio è del 139% e in Lombardia raggiunge il 145”, aggiungono.
Nessun ventilatore, a Opera manca l’acqua e ci sono infestazioni - A San Vittore solo nell’ultimo anno si sono verificati due incendi “devastanti e pericolosi, che solo per il coraggio e l’efficienza del personale di polizia penitenziaria non hanno provocato vittime”, e tutto questo con le ondate di calore affrontate in “totale mancanza di climatizzazione e addirittura di ventilatori nelle celle. Neppure è prevista la presenza di frigoriferi. Addirittura a volte manca anche l’acqua per lavarsi, come segnalato in particolare per quel che riguarda la casa circondariale di Milano Opera. Le celle sono infestate di cimici da letto e parassiti nella stragrande maggioranza delle carceri italiane, incluse quelle milanesi, come da decine di segnalazioni ricevute”.
“Chiediamo un piano di manutenzione e investimenti nella sanità penitenziaria” - Inoltre, la richiesta è che il governo “si attivi immediatamente per un piano di investimenti manutentivi e strutturali straordinari nelle carceri, per rendere le celle finalmente spazi dignitosi, favorendo comunità pensate per persone detenute con problemi psichiatrici e di dipendenza. Chiediamo, ancora, che si investa nella sanità penitenziaria e che si attivi un piano straordinario di sostegno economico e di aiuto psicologico a chi lavora in carcere. Da ultimo, chiediamo che finisca la stagione del regime delle celle chiuse e degli ostacoli frapposti a volontari e volontarie, immediatamente annullando le note e circolari del Dap degli ultimi anni che hanno creato tale situazione”.










