di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 9 settembre 2025
Luigi Pagano, storico direttore di San Vittore prima di andare in pensione come provveditore delle carceri lombarde, è stato nominato dal sindaco Beppe sala garante dei detenuti per il Comune del capoluogo. Il ruolo era vacante sin da metà estate. Pagano sostituisce così l’ex magistrato Francesco Maisto, rimasto in carica per due mandati. Nel giorno del sessantunesimo suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno (è successo a Sollicciano, dove una 26enne romena è stata trovata appesa in cella la mattina dell’8 settembre, dopo che altre due persone si erano uccise a Rebibbia nei tre giorni precedenti) arriva per fortuna da Milano una buona notizia che naturalmente non risolve da sola la situazione drammatica delle nostre prigioni ma se non altro è un bel segnale: Luigi Pagano, storico direttore di San Vittore prima di andare in pensione come provveditore delle carceri lombarde, è stato nominato dal sindaco Beppe Sala garante dei detenuti per il Comune del capoluogo. Il ruolo era vacante sin da metà estate. Pagano sostituisce così l’ex magistrato Francesco Maisto, rimasto in carica per due mandati.
La proroga dell’ultimo mandato di Maisto era scaduta il 6 agosto scorso. E alla fine del mese l’associazione Enzo Tortora assieme a Europa Radicale avevano sollecitato il Comune a provvedere in fretta, proprio in forza della situazione insostenibile degli istituti determinata in primo luogo dal cronico sovraffollamento ma aggravata dalle emergenze che in un mese come agosto si ripresentano ogni anno con gravità crescente. Un documento di allarme scritto in toni molto forti, peraltro, era stato firmato e diffuso anche a fine luglio da parte della “Conferenza nazionale dei garanti delle persone private della libertà”: documento in cui, richiamando il monito pronunciato il 30 giugno dal presidente Sergio Mattarella, si arrivava a chiedere al Governo e al Parlamento un provvedimento immediato di svuotamento delle carceri e “riduzione del sovraffollamento in nome della dignità” sul modello esplicito di ciò che era stato “fatto dal Governo Berlusconi nel 2003 e nel 2010”.
Ora se non altro anche le persone detenute a Milano ritrovano un garante. Napoletano, laureato in Giurisprudenza con specializzazione in Criminologia, Pagano è entrato nell’amministrazione penitenziaria nel 1979 diventando direttore di diverse carceri italiane: Pianosa, Alghero e Asinara e poi Nuoro, Piacenza, Brescia e Taranto. A San Vittore è stato direttore dal 1989 al 2004, contribuendo tra mille altre iniziative (memorabili le dirette televisive di Milano-Italia con Gad Lerner negli anni di Tangentopoli dall’interno del carcere, perché “il carcere - ha sempre detto - deve essere un luogo aperto”) a fondare il reparto La Nave destinato alla cura dei detenuti con problemi di dipendenza. Non solo. A lui si deve la nascita della casa di reclusione di Bollate, il cui modello “aperto al lavoro” determina tuttora un tasso di recidiva inferiore al 20 per cento rispetto a una media nazionale superiore al 70. Ha ideato e promosso l’avvio del primo Icam, l’Istituto per la custodia attenuata delle madri detenute. Per le sue iniziative il Comune di Milano lo aveva già premiato con l’Ambrogino d’Oro. Ora la nomina.
A Pagano, si legge in una nota del Comune - sarà affidato il compito di “promuovere l’esercizio dei diritti e delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali delle persone comunque private della libertà”, oltre a quello di promuovere “iniziative e momenti di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani delle persone private della libertà personale e dell’umanizzazione della pena detentiva e iniziative congiunte e coordinate insieme con altri soggetti pubblici, in particolare con l’Assessorato al Welfare e Salute e la Sottocommissione consiliare Carcere, pene, restrizioni e giustizia del territorio”.
E ancora: “Rispetto a possibili segnalazioni che riguardino violazioni di diritti, garanzie e prerogative delle persone private della libertà personale, si rivolgerà alle autorità competenti per avere eventuali ulteriori informazioni; segnalerà il mancato o inadeguato rispetto di tali diritti e condurrà un’opera di assidua informazione e di costante comunicazione alle autorità stesse relativamente alle condizioni dei luoghi di reclusione”. E ancora: “Promuoverà con gli istituti di pena, gli organi e gli uffici milanesi del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e con tutte le altre pubbliche amministrazioni interessate protocolli d’intesa utili a poter espletare le sue funzioni anche attraverso visite ai luoghi di detenzione”. E ancora: “Favorirà forme di collaborazione con le università, con il mondo del volontariato, dell’associazionismo e del privato sociale che a vario titolo si occupa delle persone private della libertà”.
Tra le prime reazioni quella di Alessandro Giungi e Daniele Nahum, vicepresidente e presidente della Sottocommissione carceri a Palazzo Marino: “Apprendiamo con grande soddisfazione della nomina di Luigi Pagano come nuovo garante comunale delle persone private della libertà personale in questo periodo di estremo sovraffollamento delle carceri milanesi e del minorile Beccaria, con il dramma dei suicidi in cella che ha drammaticamente riguardato anche gli istituti di pena della nostra città. Un enorme ringraziamento va poi a Francesco Maisto che per sei anni è stato un ottimo garante, che si è speso in maniera encomiabile per le persone detenute ma anche per la condizione di operatori, volontari e agenti”.











