di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 5 settembre 2020
C'è un primo caso di positività al virus Covid-19 nella giustizia milanese dopo la ripresa delle attività post pausa estiva, ed è un magistrato, ma per una serie di circostanze il caso non desta particolare allarme. Si tratta infatti di un sostituto della Procura generale che, da poco di rientro dalle ferie, sinora aveva fatto una sola udienza l'1 settembre, non a Palazzo di Giustizia ma in un'aula della Corte d'Appello della giustizia minorile nell'ala distaccata di via San Barnaba.
Ciò che più conta è che l'udienza era durata pochi minuti, l'aula era grande, i giudici e le parti erano lontani oltre 4 metri dal sostituto procuratore generale, tutti portavano mascherine. È dunque solo per scrupolo che sono stati avvisati e lasciati a casa i giudici della sezione e i cancellieri, così come avvisati sono stati gli avvocati che erano presenti all'udienza: sarà ora l'Ats a valutare se sia il caso di allargare i tamponi a loro e alle persone a loro prossime. La positività è emersa quando una nota del presidente vicario della Corte d'Appello, Giuseppe Ondei, ha chiesto ai magistrati e al personale amministrativo di "segnalare se ci siano stati contatti stretti" con la toga contagiata "e a quando risalgano", segnalazioni da inviare all'Ufficio Affari generale della Corte d'Appello. Nel frattempo l'aula dove martedì si è tenuta l'udienza è stata chiusa e sanificata nel pomeriggio di ieri, come pure i corridoi circostanti e la cancelleria.










