di Massimiliano Melley
milanotoday.it, 29 agosto 2025
Fine mandato per il Garante dei detenuti Maisto, è giallo sulla proroga fino a nomina successore: il posto è vacante. L’ex magistrato Maisto ha dichiarato di avere ricevuto una telefonata da un funzionario che gli comunicava la decadenza. Il suo mandato è terminato il 6 agosto. Ma il regolamento dice che il garante lavora finché non viene nominato il successore. La fine del mandato di garante dei detenuti di Milano è scattata il 6 agosto (il Comune, però, contesta questa data) e, in attesa della nomina del successore, l’ex magistrato Francesco Maisto, garante uscente, non è più in carica. Secondo quanto da lui stesso riferito, un funzionario comunale gli avrebbe telefonato per comunicargli la decadenza, contrariamente a quanto prevede il regolamento che ha istituito, nel 2012, questa figura, con un voto bipartisan durante un consiglio comunale straordinario che si è svolto nel carcere di San Vittore.
“Non sono attaccato alla poltrona”, ha dichiarato Maisto mercoledì, “ma avrebbero potuto prorogare la posizione fino alla nomina del successore”. Secondo l’ex garante, è grave che nessuno in questo periodo si occupi dei detenuti: “Avvocati, operatori e volontari continuano a chiamarmi, ma io non posso far nulla per loro”. Il Comune dal canto suo specifica che la fine del mandato non sarebbe avvenuta il 6 agosto ma il 23 giugno, e che il 6 agosto sarebbe quindi la durata massima della proroga prevista dal regolamento: 45 giorni, secondo le norme nazionali sugli organi amministrativi.
Che cosa dice il regolamento - Maisto non può dunque più occuparsi dei detenuti nelle carceri milanesi. Ma, come si diceva, il regolamento prevede il contrario, proprio per evitare che vi siano periodi senza un garante. All’articolo 2 si legge che il prescelto “resta in carica 3 anni e opera in regime di prorogatio secondo quanto dispongono le norme legislative in materia”. La prorogatio è l’istituto giuridico che permette ai titolari di organi di esercitare la funzione dopo la scadenza del mandato, in attesa della nomina dei successori. Secondo il Comune, il rinvio normativo è al decreto legge 293 del 16 maggio 1994, che prevede, per gli organi amministrativi, una prorogatio massima di 45 giorni. Sul sito ufficiale del Comune è comparso l’avviso con il consiglio di rivolgersi al garante regionale: “È in fase di perfezionamento la procedura per nominare il nuovo garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano. Nel frattempo è possibile rivolgersi al garante regionale”, si legge. Ma, stando alla lettera del regolamento, Maisto può e deve esercitare il ruolo finché non verrà nominato il successore. Non c’è, insomma, telefonata del funzionario che tenga.
Radicali: “Maisto al suo posto fino a nomina” - Dura la reazione dei radicali. “L’attuale garante, seppur scaduto, può proseguire nel suo incarico fino alla nomina del successore”, dichiarano Federica Valcauda, tesoriera di Europa Radicale, e Raffaella Stacciarini, segretaria dell’associazione Enzo Tortora: “Invitiamo Maisto a rivendicare quanto il regolamento gli consente e a continuare nel suo lavoro. Siamo nel pieno dell’estate, la stagione in cui emergono più evidenti i danni del sovraffollamento delle carceri, soprattutto a Milano: in questa situazione non sono tollerabili vuoti di responsabilità. Chiediamo al sindaco Sala e ai consiglieri comunali di adoperarsi da subito per far sì che il garante comunale dei detenuti sia nella condizione migliore per esercitare il suo incarico fino all’ultimo minuto utile”.
La replica del Comune - Proprio giovedì 28 agosto era in calendario una seduta di sottocommissione carceri del Comune di Milano. Durante la seduta si è parlato anche di questo, e l’assessore al welfare Lamberto Bertolé ha chiarito che, in realtà, la scadenza del mandato di Maisto è del 23 giugno, e la legge sulla prorogatio degli organi amministrativi prevede un tetto massimo di 45 giorni, oltre i quali non si può in ogni caso andare. “Sono arrivate diverse candidature e la nomina del prossimo garante è questione di giorni”, ha assicurato l’assessore.











