di Simone Gorla
rainews.it, 12 ottobre 2025
Il direttivo della Camera penale di Milano chiede investimenti per far fronte alla drammatica situazione delle carceri lombarde, dove i detenuti con problemi di droga sono quasi il cinquanta per cento. “Il carcere è disagio e molti detenuti chiedono psicofarmaci. Poi c’è il tema dell’ingresso di sostanze stupefacenti. La soluzione? Evidentemente è quella di potenziare il personale che aiuta i detenuti: psicologi, educatori, assistenti sociali. Perché dove c’è disagio le persone vanno aiutate e ascoltate. Solo così si può evitare che avvengano queste cose”. L’avvocato milanese Mirko Mazzali, membro del direttivo della Camera penale, commenta così i decessi avvenuti tra giovedì e venerdì nella casa circondariale di San Vittore.
La morte di due detenuti di 36 e 48 anni, forse per colpa di un abuso di psicofarmaci o di un cocktail artigianale di stupefacenti, riporta l’attenzione sul dramma della tossicodipendenza in carcere. Con mille e cento detenuti per settecento posti, una percentuale di persone con tossicodipendenza nelle strutture lombardi vicina al 50 per cento e personale insufficiente, le condizioni di lavoro rendono proibitiva l’attività di prevenzione e cura. Non solo: le persone con problemi di dipendenza non dovrebbero stare in carcere, ma in comunità terapeutiche. Questo nella maggioranza dei casi non avviene.











