di Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 8 agosto 2024
L’allarme: “C’è una emergenza psichiatrica, questo è un cimitero di persone vive”. Visita dei Radicali nell’istituto milanese al centro di un’inchiesta della procura di Milano per presunti maltrattamenti sui detenuti. Ci sono detenuti, soprattutto nel reparto ad alta sicurezza, che stanno chiusi in cella tutto il giorno. Qui c’è un caldo asfissiante, la turca è accanto al cibo cucinato, c’è un medico solo per 1.385 persone ed è pieno di anziani, con un recluso di 80 anni che non riesce nemmeno ad alzarsi dal letto e sono gli altri carcerati che lo aiutano, lo imboccano persino. “È un cimitero ma di persone vive” sentenzia, lasciandosi il portone alle spalle, la delegazione di Radicali che ieri ha visitato il carcere di Opera.
Condizioni igienico sanitarie discutibili, segnala chi è entrato. Un caldo devastante: “Su metà dell’istituto picchia il sole da mezzogiorno alla sera - denuncia il tesoriere dei Radicali, Filippo Blengino - i detenuti provano a mettere teli e lenzuoli sulle finestre ma non funziona. Di giorno si muore, e la sera fa effetto termosifone. Ci sono tre docce per 50 persone”. E poi c’è il drammatico problema dell’assistenza sanitaria in un luogo sovraffollato. Ci sono oggi 1.385 detenuti quando dovrebbero essere al massimo 918. Il che si traduce che le piccole celle, che in questa casa di reclusione nascono singole perché le persone ci trascorrono anni se non decenni, diventano doppie. E la seconda guardia medica è stata eliminata a giugno. Una questione non secondaria in una struttura dove l’età media dei carcerati è piuttosto alta. “Ci sono centinaia di persone ammassate, che non escono dalla cella, senza speranza nè adeguato supporto. E c’è un’emergenza psichiatrica drammatica. È recupero questo? È dignità?” denuncia il radicale assieme a Patrizia De Grazia, presidente Radicali Italiani e a Raffaella Stacciarini di Radicali Milano, che stanno girando molte carceri italiane per verificarne le condizioni. Due giorni fa era toccato a San Vittore, prima a Poggioreale, poi ci saranno Parma e Bologna.
Proprio sul carcere di Opera la magistratura ha acceso un faro. C’è un fascicolo aperto in procura, non più contro ignoti e senza ipotesi di reato, ma per maltrattamenti, dopo le segnalazioni (almeno due) di alcuni detenuti, affidato alle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, le magistrate già al lavoro sulle presunte torture al minorile Beccaria. Segnalazioni come questa, raccolte dal garante dei detenuti, Francesco Maisto: “Qui la situazione è peggiorata. Violazione totale dei diritti umani. Ci trattano come animali. Non vedo cambiamenti. Ieri sera hanno picchiato uno in venti con manganelli e asta di ferro. Non avrei mai pensato né immaginato una cosa del genere. Vorrei fare dei reclami tramite Antigone. Da otto giorni non vedo un medico e sto molto male”. Sul tema i Radicali chiedono chiarezza: “Rispettiamo il lavoro della magistratura che farà luce - dice Blengino - osserviamo che purtroppo in questo paese assistiamo a maltrattamenti in varie prigioni: in questa calda estate bisogna riporre il tema al centro dell’attenzione politica”. E, aggiunge, “i detenuti ci hanno ringraziato, uno si è anche commosso nel vederci. Ci hanno chiesto di continuare in questa battaglia e di tentare di riaccendere nella politica un’attenzione alle loro condizioni”. Infine, un attacco al governo: “Il decreto Nordio prevede assunzioni ma sono previste solo tra tre anni, sono manovre spot purtroppo. Vediamo una sistematica tortura nei confronti dei detenuti costretti a vivere in piccoli spazi, angusti, con muffa, anziani, non accettati dai medici, né rieducati. Abbiamo già denunciato Carlo Nordio in quanto ministro: l’omissione di atti volti a eliminare sistematiche violazioni di diritti crediamo abbia responsabilità penali”.









