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di Luca Bergamin

Corriere della Sera, 30 maggio 2025

Detenuti e volontari, grazie al sostegno del Politecnico e Rilegno, realizzano opere d’artigianato nel reparto La Nave. Non è semplice né scontato che persone detenute dentro un carcere partecipino a “costruire” dentro quel carcere qualcosa che lo renda un po’ meglio anche per chi verrà dopo. Non in senso metaforico ma proprio materiale: in questo caso si tratta di panche. Per chi si stupisse va detto che certo di attività artigianali nelle carceri se ne fanno magari anche molte, vedi la più volte raccontata costruzione di violini col legno dei barconi affondati. E tante altre ce ne sarebbero. Però qui parliamo di panche costruite “per” il carcere.

Da lasciare lì. E fatte insieme da più mani, più menti, più realtà: detenuti, prof e studenti del Politecnico di Milano, volontari e volontarie dell’Associazione Amici della Nave, con il contributo fattivo di Rilegno - consorzio per il recupero e riutilizzo del materiale cui si riferisce il nome - e la collaborazione della direzione del carcere milanese di San Vittore. È successo nel reparto La Nave, gestito da Asst Santi Paolo e Carlo per la cura e il trattamento avanzato di detenuti-pazienti con dipendenze.

Antefatto del progetto era stata l’apertura di uno spazio Off Campus del Politecnico all’interno del carcere, cui erano seguite mostre e idee. Fino al proposito di una realizzazione concreta: sistemare la principale sala di attività comuni del reparto. Da lì riunioni con operatori e persone detenute per capire cosa e come fare, poi sopralluoghi, misurazioni, quindi disegni con studenti e colleghi del professor Gianfranco Orsenigo, poi l’assemblaggio nei laboratori universitari in Bovisa con Mariano Chernicoff a istruire volontari e volontarie (il suo motto: “Tutto ciò che non si rigenera degenera”), infine il montaggio in reparto con la partecipazione attiva dei pazienti. “Niente come il lavoro - ha detto Stefano, uno di loro, il giorno dell’inaugurazione - è la via per iniziare una vita diversa da quella che ci ha portato qui”.

Nel frattempo sempre da Rilegno, in particolare dai ragazzi della sua community “We Are Walden”, arriva anche la realizzazione e presentazione di una “falegnameria mobile” pensata per aggiustare con tempestività le piccole cose che si rompono nei quartieri: di fatto il prototipo di una officina itinerante che verrà inaugurata il 7 giugno a Cascina Nosedo, zona sud di Milano, dove prenderanno il via le prime attività in collaborazione con l’altro Off Campus del Politecnico e la rete delle associazioni del quartiere Corvetto.