di Matteo Castagnoli e Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 1 settembre 2024
I giovani detenuti avrebbero usato lenzuola annodate per fuggire dalle celle e dato fuoco ai materassi. Ore di tensione sabato notte all’istituto penitenziario minorile Cesare Beccaria di Milano. Fin dalla prima serata si erano verificati disordini all’interno del carcere e tentativi di evasione di massa. Il bilancio alla fine è stato di otto detenuti feriti e quattro giovani che hanno scavalcato il muro di cinta del carcere, tutti ritrovati dalla polizia giunta in breve tempo sul posto. Secondo quanto riportato dagli agenti, uno dei ragazzi dopo aver scavalcato la recinzione ha cercato di nascondersi tra la vegetazione che costeggia l’istituto. È stato catturato prima che potesse proseguire la fuga. Individuati e fermati anche gli altri tre.
Lenzuola usate per la fuga - I detenuti avrebbero usato delle lenzuola annodate per uscire dalle celle. A favorire la fuga sarebbe stata la rivolta organizzata poco prima dai giovani: avrebbero bruciato alcuni materassi presenti all’interno delle camerate.
Feriti tra i detenuti e gli agenti - “Una notte di ordinaria follia”, secondo il segretario nazionale Uilpa Polizia penitenziaria Gennarino De Fazio. “Nel corso dei disordini, cui avrebbero preso parte tutti i 58 reclusi presenti, diversi hanno tentato di evadere e ben quattro sono riusciti a scavalcare il muro di cinta, ma dopo ore di ricerche - ha spiegato in una nota - sono stati tutti rintracciati all’interno del perimetro che delimita il carcere e altri uffici del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità”. “Si registrano alcuni contusi non gravi - aggiunge -, sia fra i detenuti sia fra gli agenti, un ristretto è stato ricoverato in ospedale ed è momentaneamente piantonato dalla Polizia di Stato per mancanza di operatori della Penitenziaria”. Secondo De Fazio quanto accaduto “è la prova provata del fallimento organizzativo e gestionale del sistema penale inframurario minorile, che fa il paio con quello per gli adulti”.
I precedenti - In passato si sono già verificati altri episodi simili. Lo scorso 20 agosto cinque agenti di Polizia penitenziaria e tre detenuti sono stati portati in ospedale per una leggera intossicazione a causa di un materasso in fiamme. Altri incendi sono stati appiccati anche durante il mese di luglio quando un lenzuolo ha preso fuoco all’interno di una cella al piano terra. L’intervento dei vigili del fuoco ha impedito che l’incendio divampasse e si propagasse negli altri spazi.
L’evasione di giugno - Uno degli ultimi episodi di fuga risale, invece, a giugno quando due giovani reclusi hanno tentato di scappare dall’istituto. Entrambi sono stati ripresi dopo qualche tempo.
Gli arresti di aprile - Da alcuni mesi l’istituto penitenziario Beccaria è nel mirino della Procura di Milano. Dalla fine di aprile gli arresti e le sospensioni di 21 agenti della polizia penitenziaria accusati di violenze nei confronti dei detenuti hanno fatto crescere l’attenzione sulle condizioni all’interno dell’istituto minorile. “Nel carcere non c’era un direttore stabile e il comandante era assente nei momenti cruciali- ha sottolineato in un’intervista al Corriere la presidente del Tribunale per i minorenni di Milano Maria Carla Gatto. Serve una formazione specifica degli agenti di polizia penitenziaria”. Negli ultimi mesi si sta lavorando per cercare di riportare un clima sereno nell’istituto, anche tramite l’apertura alla cittadinanza della messa domenicale.









