di Simone Bianchin
La Repubblica, 17 dicembre 2025
Alla libreria San Paolo in via Pattari 6, dietro al Duomo, sino alla fine di gennaio è possibile acquistare un libro per donarlo ai detenuti. Una volta acquistato, il libro o il volume scelto tra le collane di narrativa per ragazzi, spiritualità e di grammatica (in linea con le richieste dei cappellani delle carceri, anche per rispondere alle esigenze di molti detenuti stranieri che hanno necessità di imparare la lingua italiana) al termine della raccolta sarà tra quelli che verranno consegnati alle case circondariali di San Vittore, Opera e Bollate e al minorile Beccaria in collaborazione con l’associazione “Bambini senza sbarre” che da oltre vent’anni difende i diritti dei figli di persone detenute. È anche possibile effettuare una donazione solidale per regalare ai detenuti o ai loro famigliari abbonamenti a “Famiglia Cristiana” e a “Il Giornalino”.
Ideato e promosso dal gruppo editoriale San Paolo per il Giubileo dei detenuti del 14 dicembre scorso, il progetto è di sensibilizzazione e invita a riflettere sulle condizioni di vita di chi vive la realtà del carcere. Considera punto di partenza del percorso il libro “La rivoluzione normale”, scritto da Luigi Pagano già direttore del carcere milanese di San Vittore, fondatore del penitenziario di Bollate e Garante dei detenuti di Milano, che racconta quanto sarebbe necessaria la “rivoluzione” del “far applicare fino in fondo le leggi che già esistono e che regolano il sistema penitenziario”.
“Il carcere oggi anziché diminuire la criminalità la aumenta, è uno strumento da superare. Bisogna guardare all’integrità della persona, risolvendo anzitutto il sovraffollamento degli istituti”, dice Luigi Pagano presentando il progetto “Parole di speranza”: un’iniziativa che punta a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita nelle carceri italiane e sul diritto alla cultura negli istituti penitenziari troppo affollati. Per Luigi Pagano il sovraffollamento “è la madre di tutti i problemi, perché offende la dignità umana. E la maggior parte dei detenuti non esce dal carcere perché non avendo casa nè lavoro non ha alternative”.
Il cappellano del carcere minorile Beccaria, don Claudio Burgio, fondatore della comunità Kayros racconta che “oggi nei giovanissimi prevale lo stile violento, e la violenza c’è quando mancano le parole che generano pensiero. Da quest’anno abbiamo conosciuto il sovraffollamento anche nelle carceri minorili e con la società in profonda trasformazione anche nei giovani sta prevalendo lo stile del giustizialismo. A questo è necessario rispondere anche con la giustizia riparativa e donare un libro anche ai ragazzi del Beccaria è una delle risposte. Il libro diventa l’unico modo per rapportarsi alla realtà e alla vita, perché i libri trasformano: riescono a leggere anche coloro che hanno sempre fatto fatica a farlo”.
Il progetto punta anche a migliorare il legame spesso fragile dei detenuti con le loro famiglie: “Operiamo in nove regioni italiane e venti paesi europei con équipe multidisciplinari a sostegno delle relazioni familiari dentro e fuori gli istituti penitenziari”, spiega Lia Sacerdote, fondatrice e presidente di “Bambini senza sbarre”: “L’Italia è Paese pilota nella tutela dei bambini nella relazione con gli istituti di pena e i genitori detenuti. Speriamo il nuovo ministro abbia attenzione e cura su questo importante aspetto”. Per il 2026 è stato annunciato anche un reading dedicato alle detenute del carcere San Vittore a cura di Daria Bignardi.










