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di Marianna Vazzana

Il Giorno, 25 marzo 2025

Dall’inchiesta sui maltrattamenti all’ultimo rogo con cinque feriti. Caos a un mese dagli ultimi incidenti e a un anno dall’inchiesta sui presunti maltrattamenti. Incendio di materassi e lancio di oggetti al secondo piano del carcere Beccaria: ennesima rivolta all’istituto penale minorile di Milano poco prima delle 16 di ieri. Il risultato è di quattro persone - un detenuto e tre poliziotti penitenziari - trasportati in ospedale per aver respirato fumo e di due agenti finiti al pronto soccorso perché colpiti dagli oggetti scagliati. Le fiamme e il caos nelle celle hanno reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco, arrivati in via Calchi Taeggi con 7 mezzi, e dei carabinieri del Nucleo radiomobile. Sul posto anche la polizia di Stato e i ghisa. “Una situazione grave - la denuncia di Alfonso Greco, segretario per la Lombardia del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria Sappe -. Segnali allarmanti di una crescente tensione, con i detenuti che dopo aver dato fuoco hanno tentato di evadere”.

Feriti e intervento medico - Per le fiamme sono stati subito soccorsi 9 detenuti, così come un agente di polizia penitenziaria e il medico dell’istituto. Un detenuto è stato accompagnato in codice giallo al San Carlo per inalazioni; tre agenti sono stati trasportati all’Humanitas e al Policlinico, uno in codice giallo e due in verde. Altri due poliziotti sono finiti al pronto soccorso per ferite lievi.

Le richieste dei sindacati - Per il Segretario generale del Sappe Donato Capece la condotta dei detenuti che hanno fomentato i disordini “è irresponsabile e gravissima. Avevamo detto che era un errore l’innalzamento dell’età dei presenti nelle carceri minorili: oggi, infatti, possono starvi anche donne e uomini di 25 anni”. Il segretario generale del Sindacato di polizia penitenziaria, Spp, Aldo Di Giacomo, evidenzia che “serve una differenziazione dei reclusi per età e serve un programma personalizzato per ogni singolo detenuto”.

Le dichiarazioni di Sala e Ostellari - Il sindaco di Milano Giuseppe Sala esprime “solidarietà, innanzitutto, agli agenti del Beccaria” rimasti feriti e intossicati. “Stiamo però parlando di un istituto penale che oramai da tantissimi anni non è adatto a svolgere il ruolo a cui è stato delegato. Spero che il ministero finalmente intervenga e avvii un progetto di profondo rinnovamento”. Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, dichiarava lo scorso 17 febbraio che “oggi la situazione” all’Istituto minorile Beccaria “è sicuramente migliore rispetto a quando l’abbiamo trovato nel 2022. Abbiamo rinnovato la squadra e risistemato l’edificio”.

Le carenze di personale - Al Beccaria, dall’anno scorso, sono arrivati 44 nuovi agenti “ma ne servirebbero 70 - ha sottolineato più volte il Sindacato di polizia penitenziaria - così come altri psicologi ed educatori”.