di Simone Bauducco
Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2025
L’allarme del presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia di fronte ai dati in crescita nella fascia 18-41 anni. La presidente del gruppo di lavoro sul tema Elisabetta Canevini: “Bisogna lavorare sulla figura di adulti che abbiano una funzione educativa esterna alla famiglia”. A Milano, aumentano i giovani adulti condannati per reati di violenza di genere. Se nel 2024 la fascia tra i 18 e i 41 anni rappresentava il 58 per cento del totale degli autori di questo tipo di reati, nel 2025 si è saliti al 62 per cento. Una tendenza che preoccupa il Presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia: “Significa che la cultura patriarcale viene trasmessa anche alle nuove generazioni e che anche i giovani uomini adulti tendono ad esercitare un rapporto di forza nei confronti della donna che richiama alla cultura patriarcale”.
La ricetta secondo la presidente e coordinatrice del gruppo di lavoro violenza di genere Elisabetta Canevini deve partire dalle scuole. “Bisogna lavorare sulla figura di adulti che abbiano una funzione educativa esterna alla famiglia e che possano porsi come punti di riferimento culturale e di orientamento al rispetto reciproco con un senso istituzionale riconosciuto - ha sottolineato la magistrata - la prevenzione non può provenire dalla famiglia perché sono reati che maturano all’interno della famiglia dunque non si può pensare che il nucleo famigliare sia il luogo dove il problema si risolve”.
Un approccio condiviso anche, a titolo personale, dal presidente Roia che aggiunge: “Sono favorevole all’introduzione di corsi strutturati a livello scolastico che insegnino l’educazione al rispetto e alla diversità di genere perché qui parliamo di reati che vengono commessi non per una forma di disagio psichico ma per una forma di distorsione culturale perché evidentemente anche nei giovani adulti permane un retaggio patriarcale”.











