di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 14 agosto 2024
E a San Vittore la visita delle Camere Penali. Acquisite dalla procura altre segnalazioni, dopo le prime due depositate dal Garante. La procura ha acquisito nuove segnalazioni sul carcere di Opera, nell’ambito dell’inchiesta per maltrattamenti condotta dalle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, le stesse magistrate che indagano sulle presunte torture al minorile Beccaria. Dopo le prime due denunce depositate dal Garante per i detenuti Francesco Maisto a fine di luglio, che hanno dato il via all’inchiesta, sono meno di una decina adesso le segnalazioni al vaglio degli inquirenti.
La prima lettera anonima depositata il mese scorso dal garante riportava le parole di un detenuto che denunciava all’interno dell’istituto penitenziario una “violazione totale dei diritti umani. Ci trattano come animali, non vedo cambiamenti. Ieri sera hanno picchiato uno in venti con manganelli e asta di ferro. Non avrei mai pensato né immaginato una cosa del genere. Vorrei fare dei reclami tramite Antigone. Da otto giorni non vedo un medico e sto molto male. Se va avanti così faccio lo sciopero della fame”.
“È un cimitero ma di persone vive”, ha detto di recente la delegazione dei Radicali che ha visitato il carcere di Opera. “Su metà dell’istituto picchia il sole da mezzogiorno alla sera, i detenuti provano a mettere teli e lenzuoli sulle finestre ma non funziona. Di giorno si muore, e la sera fa effetto termosifone. Ci sono tre docce per 50 persone”. E poi c’è il drammatico problema dell’assistenza sanitaria in un luogo sovraffollato: 1.385 detenuti a fronte di una capienza di 918.
La Camera penale di Milano ha annunciato che domani, 14 agosto, è prevista una visita al carcere di San Vittore alla quale parteciperanno una delegazione di avvocati, il presidente della Camera penale milanese, alcuni consiglieri dell’Ordine degli avvocati, coinvolgendo anche parlamentari e consiglieri regionali e invitando la magistratura di sorveglianza.
L’auspicio è quello di “poter condividere questo momento di preoccupazione e di testimonianza. Intendiamo continuare a dare voce a chi voce, purtroppo, non ha. È quanto mai necessario ricordare, soprattutto a quanti hanno diretta responsabilità sulla vita delle persone private della libertà personale, come le condizioni detentive inumane e degradanti, certificate dall’accoglimento di numerosissimi reclami, divengano ancora più insopportabili durante il periodo estivo”.











