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di Elisabetta Andreis


Corriere della Sera, 24 ottobre 2020

 

Vito, 18 anni: una prof mi ha fatto scoprire il talento: "Mio padre è in carcere, voglio sia orgoglioso di me". "Cosa vuole dire il contatto diretto con una insegnante che ti sorride in classe e giorno dopo giorno ti convince che hai talento e che vale la pena studiare, io lo so...". Vito di Lonardo è un ragazzone di Quarto Oggiaro: "Se in quel periodo delle scuole medie fosse capitata la didattica a distanza - prosegue - non credo mi avrebbero agganciato. Sarebbe stato tutto diverso".

Vito riavvolge il nastro della sua storia. Ha 18 anni, all'epoca ne aveva 13. "Bocciato, randagio e sbandato, mi facevo onore solo nel calcio", ammette. Il padre da tanto tempo in carcere, la mamma grande lavoratrice con cinque figli cui badare. In seconda media incontra la nuova docente di musica della classe. "Arrivata la prof Patrizia Roca, è cambiato qualcosa.

Andavo male in tutte le materie ma quando mi ha avvicinato al flauto, che non avevo mai suonato in tutti quegli anni, in pochi giorni ho ottenuto molto. Avevo risultati migliori degli altri. La prof - ricorda - mi faceva sedere sempre vicino a lei, me la cavavo benissimo anche con il pianoforte".

Ad un certo punto si era fissato che voleva iscriversi ad un progetto musicale pomeridiano che si svolgeva nella sua scuola, la Trilussa. Con enormi sacrifici la mamma, per il suo compleanno, gli regala una pianola e acconsente a iscriverlo al corso. Vito si fa conoscere subito, ha un incredibile talento. I maestri iniziano a dargli lezioni gratis e l'associazione Punto Luce, con le Acli e Save the Children, riesce a fargli avere una sorta di borsa di studio.

Intanto, a 16 anni, Vito esordisce anche in serie A nel calcio a cinque. Pian piano recupera fiducia in sé stesso. Un giorno un esperto chiamato dal docente Giovanni Todaro gli porge un corno, strumento che il ragazzo non aveva mai visto, spiega due trucchi e semplicemente gli dice: "Suona". Sembra una cosa incredibile, ma lui davvero suona. Restano tutti a bocca aperta. Lo aiutano a prepararsi all'esame per d'ammissione al Conservatorio: entra con 9,50, tra i migliori in assoluto.

A 18 anni Vito di Lonardo è iscritto alla facoltà di Agraria e in contemporanea al Conservatorio. Non solo: gioca a calcio a cinque tra i giovani di serie C1. "Mio padre non lo vedo mai ma vorrei che sapesse, che mi dicesse ti voglio bene e sono contento di quello che fai - sorride.

Lui è stato fortissimo come calciatore". Nel minuscolo bilocale popolare dove vive con mamma e fratelli non apprezzano le sue esercitazioni, quindi per suonare va tutti i giorni in parrocchia. Agli amici che sottovalutano l'importanza delle lezioni in aula, dice: "La salute è fondamentale, ma anche l'istruzione è una priorità. Salva i cittadini dalla svogliatezza, dalla devianza, dalla rassegnazione e dalla paura".