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di Chiara Baldi

 

La Stampa, 7 novembre 2019

 

La mostra aperta a Palazzo Lombardia fino al 15 novembre, racconta il recupero dei detenuti attraverso la viticultura. Una mostra gratuita sul tema dell'agricoltura sociale. Si chiama "Valelapena. Storie di riscatto dal carcere d'Alba" e la si potrà visitare dal 7 al 15 novembre a Palazzo Lombardia.

"L'agricoltura ha uno straordinario ruolo sociale e questo progetto lo testimonia. A livello regionale abbiamo 24 fattorie sociali iscritte al nostro registro. Sono aziende agricole che offrono forme alternative di welfare partecipativo. Abbiamo recentemente stanziato 50 mila euro per organizzare percorsi formativi e aumentare il livello delle competenze degli operatori. Sono fondi utili a sviluppare modelli aziendali in linea con le finalità dell'agricoltura sociale e ad attuare iniziative di comunicazione e promozione esterna come motore di socialità", ha spiegato l'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi, presente all'inaugurazione della mostra.

Il progetto, in vita dal 2006, fino a oggi ha prodotto, con le uve coltivate nel carcere di Alba, quasi 22 mila litri di vino per un totale di 29 mila bottiglie di vino. Il Carcere di Alba ha ospitato tra i 150 e i 50 attuali detenuti, in questi 13 anni e ha formato attraverso il progetto Valelapena quasi 200 persone. Di queste, 30 detenuti scontata la pena hanno trovato un impiego in campo agricolo mentre 20 sono tornati al loro precedente lavoro senza reiterare il reato. "Dare una seconda occasione a persone svantaggiate comporta benefici per i singoli e per tutta la comunità.

"Valelapena" non solo permette ai detenuti di riscattare il proprio vissuto, ma può contribuire significativamente alla creazione di quella manodopera qualificata che è un tassello fondamentale per rafforzare il ruolo del Made in Italy come un'eccellenza nel mondo", hanno commentato Riccardo Vanelli, Amministratore Delegato Syngenta Italia, e Sergio Pasquali, responsabile del progetto sin dalla sua nascita.

Ogni anno "Valelapena" coinvolge circa 15 detenuti in via di scarcerazione a cui vengono insegnate le tecniche di coltivazione della vite e di produzione del vino. Un modo concreto per ripartire, una volta usciti dal carcere, con una professionalità spendibile nel mondo.