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di Marianna Vazzana

Il Giorno, 11 ottobre 2025

Il giovane avrebbe compiuto 36 anni. Mohamed si è spento 12 ore dopo. Altri tre hanno accusato malori. Perquisite le celle, al momento non è stata trovata droga. Disposta l’autopsia. I sindacati: “È allarme”. Sarà l’autopsia ad accertare le cause della morte di due detenuti di San Vittore. Vite spezzate a distanza di 12 ore. La prima è quella di Raul Alfonso Oruna Vasquez, peruviano, che si è spento giovedì sera alla vigilia del suo 36esimo compleanno. Ha avuto una crisi respiratoria, l’allarme è stato immediato ed è stato rianimato. Il suo cuore batteva quando è stato trasportato d’urgenza al Policlinico, ma non ce l’ha fatta.

La seconda è quella di Mohammed Vezian, marocchino di 48 anni, deceduto ieri mattina nel penitenziario. Altri tre hanno accusato un malore nei giorni scorsi. Sono in corso le indagini della polizia penitenziaria mentre i pm di turno Carlo Scalas ed Enrico Pavone, coordinati dal procuratore di Milano Marcello Viola, hanno già disposto l’autopsia sui corpi di entrambi i deceduti. Al vaglio degli investigatori, l’ipotesi che i malori possano essere stati causati dall’assunzione di sostanze stupefacenti. In particolare, il Dipartimento regionale dell’amministrazione penitenziaria ha fatto sapere che “dalle prime informazioni, una morte sarebbe riconducibile alla presunta assunzione di oppiacei, mentre, la seconda è probabilmente avvenuta per altre cause (emorragia gastrica)”.

Intanto, ieri sono stati passati al setaccio i reparti - i due erano in due settori diversi - con le unità cinofile per cercare eventuali sostanze stupefacenti che potrebbero aver intossicato i detenuti. Al momento le ispezioni “hanno dato esito negativo” e non ci sarebbe una correlazione tra i malori. Gli altri tre ospiti della struttura che si sono sentiti male (due dello stesso reparto) sono già rintrati a San Vittore, dimessi dagli ospedali e fuori pericolo. Stando a quanto risulta al Giorno, i tre hanno negato di aver fatto uso di sostanze stupefacenti. Quotidianamente ingeriscono farmaci per patologie, ma sarebbe da escludere una eventuale “assunzione smodata” di medicine. Tutti i coinvolti sono tossicodipendenti. Se la causa dei due decessi fosse legata agli stupefacenti, bisognerà capire come sia entrata all’interno del carcere la droga “tagliata male” che potrebbe averli uccisi. “Sono tragedie che colpiscono tutti, in una situazione che già non è bella.

Le carceri in generale devono fare un passo verso la civiltà” ha detto Luigi Pagano, storico direttore di San Vittore ora diventato garante dei detenuti del Comune di Milano. “Di sicuro c’è che ci sono due ragazzi morti e si sta cercando di capire se c’è un filo comune”. Allarme dal Sindacato autonomo polizia penitenziaria: “Purtroppo le persone che muoiono durante la detenzione sono una costante drammaticità, nonostante il prezioso lavoro della polizia penitenziaria - dice il segretario generale Donato Capece. L’overdose, causata da droghe, psicofarmaci, alcol o dal gas delle bombolette usato a scopo stupefacente, ha ucciso quasi due detenuti l’anno nell’arco di quasi 25 anni”.