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di Manuela Sicuro

mitomorrow.it, 6 dicembre 2024

Rellini (Regusto): “La raccolta delle donazioni proseguirà nel 2025”. Se il recupero è, o dovrebbe essere, la parola chiave per il lavoro delle strutture detentive in Italia, il progetto di Regusto, va in questa direzione. L’iniziativa permette infatti di ridistribuire arredi a rischio spreco donati da aziende del territorio, a favore di alcune carceri milanesi. Tramite Regusto - prima piattaforma ESG blockchain per la lotta allo spreco, anche alimentare - le aziende possono donare prodotti che altrimenti andrebbero smaltiti. Non solo un esempio di antispreco ma anche un beneficio in termini di emissioni di CO2 evitate. Con il progetto sono stati recuperati più di 27mila chili di prodotti destinati allo smaltimento. Quattro le carceri coinvolte: San Vittore, Beccaria, Bollate e Opera. “Il progetto proseguirà anche nel corso del 2025 e si potrà replicare anche in altre strutture del territorio milanese” afferma Paolo Rellini, Coo e co-founder di Regusto.

Quali sono gli obiettivi?

“Mettere in connessione diversi attori del territorio per un fine comune di alto valore sociale, economico e ambientale: la riqualificazione di strutture detentive che necessitano di interventi importanti per restituire dignità a quei luoghi. Allo stesso tempo si punta anche a sensibilizzare le aziende su una situazione di emergenza a livello locale e nazionale”.

Quali le aziende che hanno aderito e cosa hanno donato fino ad oggi?

“Le prime aziende che hanno aderito al progetto sono state Tecnomat/Bricoman e Saipem, ma ci sono già altre aziende pronte e interessate a donare prodotti o arredi. Ad oggi sono state donate circa 30 tonnellate di prodotti per un valore complessivo di circa 70mila euro. Tra i prodotti recuperati e donati ci sono: accessori bagno e sanitari (lavabi, wc, bidet, piatti doccia e rubinetti) e arredo (scrivanie, armadi, sedie, tavoli, ecc.)”.

Quali i vantaggi sociali ed economici per le aziende e per le carceri?

“Il circolo virtuoso innescato permette alle aziende di abbattere i costi di smaltimento, stoccaggio ma anche di beneficiare di sgravi fiscali grazie alla Legge 166/2016 (Legge “Gadda”). Viene poi generato un impatto positivo a livello sociale, in questo modo le carceri possono diventare luoghi in cui trascorrere il periodo di pena in maniera dignitosa. Gli ambienti e gli spazi possono essere rinnovati e valorizzati agevolando la socializzazione”.

Il progetto darà benefici anche in termini ambientali...

“Sì, grazie al recupero di prodotti e arredi altrimenti destinati allo smaltimento, il beneficio ambientale generato e calcolato secondo standard internazionali attraverso la piattaforma Regusto è sicuramente importante. Dando nuova vita a tali prodotti, viene evitata la generazione di rifiuti con un impatto calcolato in termini di CO2 (emissione evitata) pari a 16 tonnellate che equivale all’aver salvato 650 alberi dall’abbattimento”.

Come è possibile partecipare al progetto?

“Ogni azienda interessata a donare prodotti per il recupero e la riqualificazione delle carceri può farlo scrivendo direttamente a noi agli indirizzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”.

L’iniziativa, coordinata dal Comune di Milano attraverso il consigliere Alessandro Giungi, vicepresidente Sottocommissione Carceri, consente a Regusto di mettere in contatto Aiutility, ente non-profit di riferimento per il progetto nel territorio, con le aziende. Al momento sono coinvolte nel processo di recupero dei prodotti Saipem e Tecnomat. Nello specifico Saipem ha contribuito con una donazione di 578 pezzi dal valore economico di 51.600 euro e un peso complessivo di 23mila chili Tecnomat ha già effettuato due donazioni dal valore economico di 19.500 euro di merce e un totale di 3.680 chili.