di Pierpaolo Lio
Corriere della Sera, 29 settembre 2020
Inaugurato il centro: ospiterà 140 persone in attesa di rimpatrio. "Era e sarà un lager. Inutile per la città e per il Paese. Si tratta di una scelta sbagliata che poteva e doveva essere evitata". Anita Pirovano (Milano progressista), presidente della sottocommissione carceri, annuncia l'intenzione di chiedere "al più presto" un sopralluogo.
E l'eurodeputato dem Pierfrancesco Majorino sprona il governo giallorosso ad avere "più coraggio" sulle politiche in materia: "Credo che quella dei rimpatri sia una pratica indispensabile nella gestione dell'immigrazione. Il come li realizzi non è però un dettaglio da poco". "Tra pochi giorni pare si superino i decreti Salvini" prosegue l'ex assessore al Welfare e ideatore della "Milano senza muri": "Un bel passo avanti che purtroppo a Milano sarà sporcato da questa scelta". Se il centrosinistra si divide, il centrodestra saluta la svolta securitaria. Per l'assessore regionale Riccardo De Corato, "è un grande giorno per la sicurezza degli italiani. Da tempo continuo a ribadire l'importanza di questo centro: in Lombardia, infatti, sono quasi 112mila gli irregolari, 51.400 solo a Milano". Ma è Matteo Salvini a intestarsi la decisione: "Ho lavorato io per riaprire i centri dove mettere i clandestini, perché altrimenti gironzolano per l'Italia".










