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di Elisabetta Soglio

Corriere della Sera, 8 maggio 2024

L’evento dedicato alla cittadinanza attiva e solidale che si terrà dall’8 all’11 maggio a Milano. Il tema lo avevamo concordato lo scorso settembre, ancora colpiti dalla risposta enorme ricevuta alla Milano Civil Week 2024 dedicata alla Costituzione. Con Rossella Sacco e Andrea Fanzago, vertici milanesi del Forum terzo settore e del Centro servizi volontariato, ci siamo chiesti dove si eserciti la “cittadinanza attiva e solidale” che da sette edizioni cerchiamo di rendere protagonista con questo evento. E abbiamo pensato che la nostra Costituzione ci chiama ad un dovere di cittadinanza sovranazionale: popoli e persone che tutte insieme cercano di contribuire alla costruzione di comunità più giuste, coese, accoglienti e capaci di sviluppo.

“L’Europa siamo noi”, tema di Milano Civil Week 2025 è nata così e la call è partita a novembre 2024. Poi abbiamo visto che cosa è successo. La nomina del nuovo presidente degli Stati Uniti e il suo atteggiamento a metà tra l’aggressivo e lo sprezzante nei confronti dell’Unione hanno provocato reazioni diverse e hanno riaperto la riflessione sull’utilità, il senso e il valore dell’Europa. È stato di grande aiuto procedere su un doppio binario: da una parte seguire il dibattito pubblico e dall’altra, per preparare la Civil Week, rileggere gli scritti di tanti Padri fondatori dell’Europa che di fronte alle macerie di due guerre, alla perdita di umanità e concordia, hanno cercato di dare vita a quell’ideale e pensando ad una istituzione in grado di proteggere le libertà e i diritti di ciascuno, perché non si ripetano mai più ingiustizia, bruttezza, orrori. Abbiamo ripreso De Gasperi, Schuman, Adenauer, Weil per arrivare a Sassoli e a Mattarella e ve li proponiamo in queste pagine e durante Milano Civil Week. Perché sono parole attuali e profonde, capaci di riaccendere la Speranza invocata da papa Francesco per questo Giubileo che non sarà lui a chiudere. 

E poi abbiamo ascoltato i giovani: saranno loro, quelli della Generazione Erasmus, quelli che dialogano con una lingua comune, che scelgono di studiare e lavorare e vivere dove stanno meglio, non importa sia Germania, Danimarca, Spagna, Olanda o Italia, a indicarci la direzione. Sono loro a ripetere la necessità di pace e non a caso abbiamo ascoltato e ascolteremo molti dubbi sull’annunciata operazione di riarmo.

Per loro e con loro, ripetiamo quello che Alcide de Gasperi disse agli “europeisti” nel 1950: “Noi vogliamo veramente la pace e, mentre diciamo di volerla, lavoriamo per unire l’Europa. Continui ciascuno di noi a promuovere il fine che lo anima, lo spirito teso alla forma di Europa che più lo ispira, ma la mente intenta invece a studiare la migliore, la più pratica e la più immediata attuazione di quel suo ideale, a proclamare e sempre ripetere lo slogan che ci ha animati sin dall’inizio: pace nell’Europa unita”. Buona Milano Civil Week a tutti.