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di Cesare Giuzzi

Corriere della Sera, 30 maggio 2024

Una protesta dei giovani detenuti è scoppiata mercoledì pomeriggio al carcere minorile Beccaria di Milano. Intorno alle 15.30 un gruppo numeroso di reclusi, circa 70, si sarebbe asserragliato in un’ala del carcere di via Calchi Taeggi minacciando azioni violente. Sul posto sono intervenuti diversi equipaggi della polizia di Stato a presidiare gli angoli all’esterno del carcere per evitare evasioni. È possibile che la rivolta sia legata ad un controllo antidroga con unità cinofile avvenuto mercoledì all’interno del carcere a seguito del sospetto che alcuni ragazzi potessero avere sostanze stupefacenti.

Uno di loro sarebbe stato trovato con alcune dosi di droga: a quel punto gli altri detenuti avrebbero inscenato la protesta. L’ex cappellano del carcere don Gino Rigoldi, uscendo dalla struttura, ha confermato la rivolta. All’interno dell’istituto sono intervenute alcune decine di agenti della polizia in assetto antisommossa. Non risultano feriti.

Attorno alle 18.30 i poliziotti hanno lasciato l’istituto e la situazione, dal punto di vista dell’ordine pubblico, è ritornata alla normalità. Gli agenti della penitenziaria hanno gestito il rientro dei detenuti nelle camere. In serata, nel carcere sono arrivati i consiglieri regionali del Pd Paola Bocci e Pierfrancesco Majorino.

I due politici sono entrati all’interno del carcere dove la protesta era ormai rientrata. L’istituto nelle settimane scorse è stato scosso dagli arresti e dalle sospensioni di 21 agenti della penitenziaria accusati di torture e violenze nei confronti dei giovani reclusi. Il 7 maggio scorso, nei giorni successivi al blitz della Procura, nella notte c’era stata una rivolta con distruzione di arredi e tentativi di evasione. E nei giorni scorsi uno dei reclusi avrebbe cercato di strangolare un agente.