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Il Giorno, 25 giugno 2025

Il giovane marocchino, accusato di reati contro il patrimonio, è stato soccorso in condizioni disperate e portato all’Humanitas dove è deceduto. De Fazio (Uilpa): “Questo è il 36esimo caso in un anno. Reclusi e operatori accomunati dal perdurante calpestio dello stato di diritto”. Un 22enne di nazionalità marocchina, recluso da qualche mese per reati contro il patrimonio presso il carcere di San Vittore a Milano, si è tolto la vita ieri, martedì 24 giugno 2025. Secondo quanto riferito il giovane è stato soccorso e trasportato in gravi condizioni all’Humanitas, dove è deceduto alle 18.30 di martedì.

“‘Ventidue anni, extracomunitario, si è impiccato lunedì mattina nel carcere milanese di San Vittore. Subito soccorso, è stato trasportato in ospedale in condizioni disperate. Ieri sera è deceduto - ha riferito Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria -. Si tratta del 36esimo suicidio di un detenuto dall’inizio dell’anno, cui bisogna aggiungere due operatori, vittima di una pena di morte di fatto e che colpisce random, indipendentemente dal reato commesso o, addirittura, dalla circostanza che si sia al servizio dello Stato”. “Reclusi e operatori accomunati dal perdurante calpestio dello stato di diritto che infligge ai primi modalità di detenzione diffusamente illegali e spesso inumane e ai secondi condizioni di lavoro indegne di una repubblica che fonda proprio sul lavoro la sua democrazia” ha aggiunto De Fazio.

“Sedicimila detenuti oltre la capienza massima delle carceri e 18mila unità mancanti alla Polizia penitenziaria, sempre più depauperata nelle carceri anche per le massicce quanto inopinate assegnazioni di agenti a uffici ministeriali ed extra penitenziari, richiedono interventi tangibili e immediati. La situazione è esplosiva e va sempre più deteriorandosi”, ha concluso il segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, chiedendo interventi immediati.