di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 23 aprile 2024
Il capo del Dipartimento minori dopo l’arresto di 13 agenti del Beccaria: “Inaccettabili gli atteggiamenti omertosi”. “La presunzione di non colpevolezza vale per tutti, ma i fatti al Beccaria, se riscontrati, sono gravi, assolutamente intollerabili e lesivi della dignità umana, tanto più in danno di minorenni intrinsecamente vulnerabili”. Antonio Sangermano, ex pm proprio a Milano, al Ministero è dal 7 marzo 2023 il capo del Dipartimento della giustizia minorile.
“Mo’ non è più come una volta che si trovava la scusa “il ragazzo c’ha aggredito bla bla bla”, mo’ stanno le telecamere e come ti giustifichi mo’?”. Impressiona negli agenti intercettati il disorientamento per la fine dell’immunità omertosa: “Quando succedevano delle cose spiacevoli il comandante” (quello ieri sospeso) “ci salvava. Punto. Per un marocchino di m… che manco parla l’italiano...”.
“Io sono la faccia del Dipartimento, e l’unica faccia che ha il Dipartimento è quella di legalità, verità e giustizia: chiunque assuma atteggiamenti omertosi, o collusivi, o concorrenti in reati, non troverà mai tolleranza in un malinteso senso di colleganza. Io stesso il 23 novembre 2023, l’11 marzo e il 19 marzo 2024 ho mandato in Procura tre relazioni, e non come mera trasmissione ma chiedendo accertamenti su fatti che mi apparivano fortemente sintomatici di anomalie in singoli”.
Singoli mica tanto: 21 tra arrestati e sospesi sono quasi metà di una giornata media di servizio. Sicuri che il bubbone non sia scoppiato solo perché son capitati un direttore e una comandante di cui gli agenti lamentavano “non guardano in faccia nessuno”, e “mandano in Procura 2 video in 11 giorni” anziché “niente in 7 anni”?
“Li ha destinati lì il Dipartimento, con indicazioni di massima collaborazione con i magistrati. Non ci può essere tolleranza per alcun abuso, sia lo commettano i ragazzi (e non vanno dimenticati i tanti atti violenti sugli agenti), sia lo compiano gli agenti. Con la differenza che i minori sono di per sé vulnerabili”.
Il punto è questo: è adeguata la formazione di chi lavora in posti così duri?
“Abbiamo rafforzato i corsi ma va fatto ancora di più per specializzare gli agenti destinati a trattare minori poliassuntori di sostanze, con problemi comportamentali e spesso vissuti traumatici da gestire con rigore e umanità. E mentre sono state deliberate cinque nuove case di comunità ad alta intensità a Milano (3), a Roma e a Caserta, anche negli istituti come il Beccaria vanno aumentati psicologi, psichiatri e mediatori culturali: un minore non è solo da custodire e contenere, ma anche da educare e risocializzare, e non per declamazione retorica. Ma va pure considerato un fattore di stress”.
La carenza di agenti...
“La pesante carenza. Che abbiamo ereditato. Entro luglio ne entreranno in servizio 150 nuovi, ne serve il doppio”.
Il dirigente di un sindacato di polizia prometteva agli agenti che avrebbe fatto cacciare la comandante ficcanaso: non è che al Ministero, specie ai livelli politici, nel tempo si è data troppa sponda ai sindacati di settore?
“Io sono un tecnico. Posso però dire che il bello della legalità è che vale per ciascuna componente del sistema nel proprio ruolo: qualunque logica corporativa nei sindacati non sarebbe condivisibile”.
Sullo sfondo c’è l’impatto del “decreto Caivano”, oggetto di critiche per il record di minorenni detenuti (568)...
“Io lo difendo con forza da critiche che mi sembrano ideologiche: ha consegnato più strumenti ai magistrati minorili nella loro valutazione, non a chissà quale tribunale speciale. E se i magistrati minorili pare lo stiano utilizzando, significa che a stare aumentando sono le devianze”.










