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Corriere della Sera, 24 settembre 2026

Avvocati penalisti in sciopero, anche a Milano si fermano le udienze: “In gioco le garanzie della difesa”. L’astensione dei legali, cominciata mercoledì, andrà avanti fino al 29 settembre. Nei tribunali si tengono solo le udienze con imputati detenuti. La protesta dopo il caso delle intercettazioni dei colloqui tra difensori e detenuti nel carcere di Perugia. Gli avvocati penalisti incrociano le braccia, da oggi, mercoledì 23 settembre, fino a martedì 29. A Milano la Camera penale ha aderito all’astensione proclamata dall’Unione delle Camere penali italiane: per una settimana le udienze penali saranno rinviate, salvo le eccezioni previste dal codice di autoregolamentazione.

La protesta nasce dalla vicenda dei colloqui tra avvocati e detenuti intercettati nel carcere di Perugia Capanne. Secondo quanto denunciato dall’Unione delle Camere penali, le registrazioni sarebbero andate avanti per circa sei mesi e avrebbero riguardato i colloqui di almeno 15 avvocati diversi dal difensore indicato nel provvedimento autorizzativo. Questione era già stata al centro dell’astensione proclamata a giugno.

I penalisti contestano soprattutto la mancanza di risposte sugli accertamenti annunciati dal ministero della Giustizia dopo l’incontro del 4 giugno con una delegazione nazionale dei legali. A distanza di mesi, denunciano, non sono stati comunicati gli esiti delle verifiche né chiarite le modalità con cui le registrazioni sarebbero continuate così a lungo.

A Milano la Camera penale parla di un’astensione “a difesa delle garanzie, per un processo giusto, contro gli interventi normativi di matrice illiberale” e denuncia anche le condizioni delle carceri italiane. “Non rappresenta una rivendicazione corporativa dell’avvocatura”, spiegano i penalisti milanesi, ma riguarda “l’essenza delle garanzie costituzionali che devono permeare la giustizia penale”. Per gli avvocati “intercettare le conversazioni tra avvocato e assistito - scrive la Camera penale di Milano - significa vanificare la premessa ineludibile, protetta dal segreto professionale, per il libero esercizio dell’attività difensiva”.

L’astensione non comporta però il blocco di ogni udienza penale. Il codice di autoregolamentazione prevede infatti una serie di eccezioni, tra cui “i procedimenti con imputati detenuti che non prestino il consenso al rinvio e le udienze legate a scadenze o a situazioni nelle quali il differimento possa determinare un grave pregiudizio”. Per il resto, negli uffici giudiziari milanesi la settimana sarà segnata dai rinvii delle udienze interessate dall’astensione. La protesta si concluderà il 29 settembre, ma l’Unione delle Camere penali ha già annunciato che, senza risposte sulla vicenda di Perugia, “valuterà ulteriori iniziative”.