di Alessandra Corica
La Repubblica, 29 maggio 2026
Il progetto si chiama “Cura oltre le mura”: promosso dalla Fondazione Libellule Insieme, ha l’obiettivo di garantire la tutela della salute anche in contesti fragili. In un anno, le visite e gli esami sono stati più di 500. Eseguiti sulle detenute ma anche sugli agenti donna della Polizia penitenziaria, con l’obiettivo di fare prevenzione e diffondere consapevolezza dell’utilità degli screening e della diagnosi precoce. È ‘Cura oltre le mura’, il progetto patrocinato dalla Fondazione Libellule Insieme, dentro il carcere di Bollate. Il programma di screening ha coinvolto sia le donne che si trovano in stato di detenzione, sia il personale femminile impiegato nella struttura, che svolgono appunto un lavoro complesso, che rende difficile riuscire a ritagliarsi il tempo da dedicare alle cure e alle visite sanitarie. Di qui, i check up dentro la casa circondariale, con visite ginecologiche e senologiche, pap test, ecografie e mammografie, realizzati grazie alla collaborazione di medici e infermieri dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, da cui dipende l’ospedale San Paolo, sede in città del reparto dedicato alla Medicina penitenziaria.
A collaborare all’iniziativa, anche la sede milanese di A.N.D.O.S, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, con il contributo economico di Banca d’Italia, Fondazione Intesa Sanpaolo Ente Filantropico, Bertocco Air Truck Technology e Laboratoires Dermatologiques d’Uriage Italia. Il progetto ha previsto non soltanto l’esecuzione di visite specialistiche, ma anche momenti di sensibilizzazione e formazione, per diffondere la cultura della prevenzione. Oltre ai controlli senologici e ginecologici, a breve dovrebbero essere introdotte anche le visite dermatologiche, fondamentali per una diagnosi precoce di eventuali melanomi.










