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Vita, 25 ottobre 2019


Il dialogo con il detenuto straniero come strumento per una presa di coscienza della propria cultura di provenienza e come chiave per un recupero della persona attraverso la pena. Questo è uno dei tanti significati di "Leila della tempesta", spettacolo di Alessandro Berti, prodotto da Casavuota, in programma sabato 26 ottobre, alle ore 21, al Refettorio Ambrosiano di piazza Greco a Milano.

Tratto dall'omonimo libro di Ignazio De Francesco, "Leila della tempesta" è il resoconto di quattro anni di incontri avvenuti all'interno del carcere di Bologna con detenuti e detenute di lingua araba. Tra le numerose storie e i diversi personaggi emerge la figura di una ragazza tunisina, Leila, interpretata da Sara Cianfriglia, con la quale nascono spunti di riflessione particolarmente interessanti come: la fede religiosa, il rapporto tra la Sharia e la legge costituzionale, sia italiana sia tunisina e l'importanza della detenzione quando quest'ultima si propone come momento di analisi interiore piuttosto che come un intermezzo di noia sedata.

Spettacolo di Alessandro Berti, con Sara Cianfriglia e Alessandro Berti
una produzione Casavuota con la collaborazione di Unedi Roma, Associazione Ca'Rossa Bologna, I teatri del sacro Roma, Edizioni Zikkaron Reggio Emilia e l'aiuto di Caterina Bombarda e Maurizio Sangirardi. Lo spettacolo viene proposto in occasione della XVIII Giornata del dialogo cristiano-islamico, programmata per domenica 27 ottobre. La partecipazione alla serata è a ingresso libero sino a esaurimento posti. È consigliato iscriversi all'incontro inviando una mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..