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milanotoday.it, 8 agosto 2025

Un detenuto senegalese, Makhtar Gaye, è morto nel carcere di Opera nel pomeriggio di venerdì 1° agosto. Sulle cause del decesso sono in corso accertamenti da parte della procura di Milano che ha aperto un fascicolo senza indagati per omicidio colposo. L’inchiesta è stata affidata dal procuratore Marcello Viola alla pm Ilaria Perinu che era di turno il giorno del decesso.

Il decesso e i punti oscuri - Secondo quel che ha ricostruito Milano Today l’uomo, detenuto nel secondo reparto sezione “B”, posto al terzo del piano penitenziario dell’hinterland di Milano, sarebbe morto tra le braccia di un compagno di cella. L’esatta dinamica di quanto accaduto non è ancora chiara e le cause del decesso sono tutte da accertare. Stando a quanto trapelato, pare che Gaye abbia riferito di sentirsi poco bene in mattinata. Intorno alle 16 sarebbe stato accompagnato in infermeria e successivamente riaccompagnato in cella, dove poi è spirato.

La direttrice del carcere, Stefania D’Agostino, interpellata da questa testata, non ha confermato né smentito questa ricostruzione, trincerandosi dietro un “no comment”. In ogni modo sul corpo del detenuto è stata già effettuata l’autopsia e dai suoi risultati si potrebbe capire qualcosa in più nei prossimi giorni.

Nessuna segnalazione al consolato - Tra i lati oscuri della vicenda ci sarebbe anche la mancata segnalazione del decesso, per le vie ufficiali, al consolato del Senegal. La struttura avrebbe saputo dell’accaduto solo mercoledì 6 agosto e per vie informali, perché dalle autorità italiane non sarebbe arrivata nessuna conferma ufficiale, inviata dalla direzione del carcere solo alla procura. Gli inquirenti hanno allegato al fascicolo d’indagine anche un esposto presentato dal garante dei detenuti che chiedeva delucidazioni su quanto accaduto.