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di Sandro De Riccardis e Rosario Di Raimondo

La Repubblica, 6 maggio 2024

“Il ragazzo picchiato da più agenti”. La segnalazione fatta nel novembre 2022. La procura va avanti con le indagini: saranno sentiti altri 8 detenuti. La “segnalazione” è del 22 novembre 2022. Poche righe che aprono uno squarcio. Le firma una dottoressa in servizio al Beccaria che il giorno prima ha visitato un detenuto minorenne. “Il minore presentava un vistoso ematoma sulla spalla destra, ecchimosi sul lato destro del collo e riferiva che era stato aggredito da più agenti di polizia penitenziaria - scrive -. Il paziente mi ha poi mostrato la mano destra livida riferendo che gli era stata ripetutamente pestata”. La lettera viene inviata alla procura ordinaria e a quella per i minorenni, oltre che ai vertici dell’azienda sanitaria Santi Paolo e Carlo. Meno di due anni dopo, la storia di quel ragazzo finisce tra le pagine dell’ordinanza sul “sistema” di violenze ipotizzato dalle indagini sul carcere, così come quella segnalazione è agli atti dell’inchiesta. Dopo gli arresti e le sospensioni di 23 agenti, il Dipartimento per la giustizia minorile, guidato dal magistrato Antonio Sangermano, manderà già questa settimana un rinforzo di 47 nuovi agenti per “ripristinare legalità e dignità umana”. E oggi si insedierà anche il nuovo comandante della penitenziaria, Daniele Alborghetti, finora vicecomandante a Bollate.

Sulla situazione al carcere minorile, la segnalazione della dottoressa non è stata l’unica. Perché molti mesi prima degli arresti e delle sospensioni dei poliziotti, accusati a vario titolo di lesioni, maltrattamenti, tortura e falso (oltre a un caso di violenza sessuale sul quale la gip ha chiesto ai pm di chiarire dubbi sulla ricostruzione dei fatti), un’altra segnalazione smuove le acque dell’istituto penitenziario. È quella che l’ex consigliere comunale David Gentili invia il 22 febbraio 2023 al garante dei detenuti del Comune di Milano, Francesco Maisto. Si parla di episodi “che testimoniano l’emergere di un clima di forte intimidazione e violenza all’interno delle mura dell’IPM”. Nella mail vengono elencati cinque casi: quello del detenuto minorenne già segnalato dalla dottoressa; la storia di un detenuto che ha subito un “pestaggio” degli agenti e quella di un altro ragazzo che dopo le botte ha denunciato le divise (entrambe le vittime sono citate nell’ordinanza). E ancora, si parla di un giovane che ha subito “vessazioni e torture dai compagni di cella”, e di un altro che è stato violentato sempre dagli altri detenuti. Tasselli che compongono un mosaico di violenze e soprusi sui quali hanno indagato le pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena, con la procuratrice aggiunta Letizia Mannella.

L’inchiesta non è finita. Comincia anzi una settimana importante. Da un lato, a partire da questi giorni verranno sentiti almeno otto giovani detenuti del Beccaria: le loro storie verranno ascoltate per ricostruire altri presunti episodi di violenza. Domani, invece, davanti al Tribunale del Riesame si terranno due udienze per altrettanti agenti finiti in carcere. Diversi poliziotti che si sono difesi davanti alla giudice Stefania Donadeo hanno parlato di interventi “contenitivi”, della necessità di difendersi dalla reazione dei detenuti, del clima lavorativo difficile in carcere tra mancanza di formazione e buchi di organico. Uno di loro - tra quelli che hanno ottenuto gli arresti domiciliari - ha detto di aver lavorato al Beccaria dal 16 agosto del 2021 all’8 luglio del 2023, e che da quest’ultima data “faccio l’autista presso la presidenza del Consiglio dei ministri”. Parlando di un episodio di violenza nei confronti di un detenuto, ha messo a verbale: “Abbiamo fumato, l’ho rimproverato e ho alzato la voce. Lui è venuto faccia a faccia dicendomi come mi permetto, d’istinto l’ho allontanato con la mano, lui ha cominciato a inveirmi contro. Tre colleghi si sono messi davanti a me a bloccarlo, io l’ho preso per il collo, l’ho messo a terra e l’ho immobilizzato. L’ho solo bloccato con la forza ma non l’ho picchiato”.